Il presidio
Rapina al mimo, l'arrestato promette un risarcimento
Slitta il processo per direttissima nei confronti dell'imprenditore che minacciò un mendicante con una pistola in via Ricasoli
PRATO. Gianluca Gualchierotti, l'imprenditore pratese di 45 anni che lo scorso 11 gennaio è stato arrestato con l'accusa di rapina ai danni di un mimo che chiede l'elemosina in via Ricasoli, è comparso oggi, 27 gennaio, davanti al giudice Scarlatti per la prosecuzione del processo per direttissima, ma non è stato giudicato perché ha chiesto e ottenuto un rinvio. Il motivo del rinvio, come spiega l'avvocato difensore Michele Nigro, è che l'imputato ha manifestato l'intenzione di risarcire la vittima della rapina, assistito dall'avvocato Stefano Camerini, alla quale ha inviato anche una lettera di scuse.
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Gualchierotti si era già scusato in sede di convalida del fermo dicendo di aver fatto un casino e che era nervoso perché aveva subìto da poco un furto all'interno della sua abitazione. Alla richiesta di rinvio del procedimento, che è slittato di un paio di mesi, si è associato anche il sostituto procuratore Laura Canovai, titolare dell'indagini. Gualchierotti resta agli arresti domiciliari.
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