Il Tirreno

Prato

Rapina al mimo, l'arrestato promette un risarcimento

di Paolo Nencioni
L'intervento della polizia in via Ricasoli
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L'intervento della polizia in via Ricasoli

Slitta il processo per direttissima nei confronti dell'imprenditore che minacciò un mendicante con una pistola in via Ricasoli

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PRATO. Gianluca Gualchierotti, l'imprenditore pratese di 45 anni che lo scorso 11 gennaio è stato arrestato con l'accusa di rapina ai danni di un mimo che chiede l'elemosina in via Ricasoli, è comparso oggi, 27 gennaio, davanti al giudice Scarlatti per la prosecuzione del processo per direttissima, ma non è stato giudicato perché ha chiesto e ottenuto un rinvio. Il motivo del rinvio, come spiega l'avvocato difensore Michele Nigro, è che l'imputato ha manifestato l'intenzione di risarcire la vittima della rapina, assistito dall'avvocato Stefano Camerini, alla quale ha inviato anche una lettera di scuse.

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Gualchierotti si era già scusato in sede di convalida del fermo dicendo di aver fatto un casino e che era nervoso perché aveva subìto da poco un furto all'interno della sua abitazione. Alla richiesta di rinvio del procedimento, che è slittato di un paio di mesi, si è associato anche il sostituto procuratore Laura Canovai, titolare dell'indagini. Gualchierotti resta agli arresti domiciliari.

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