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Addio al villaggio Rosalinda ora c’è da “ripulire” l’area

Addio al villaggio Rosalinda ora c’è da “ripulire” l’area

PRATO. La crisi del mattone, la difficoltà finanziarie di una società nata ad hoc per dare gambe a un ambizioso progetto urbanistico approvato quasi 10 anni fa, la fine di un sogno in cui credevano i...

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PRATO. La crisi del mattone, la difficoltà finanziarie di una società nata ad hoc per dare gambe a un ambizioso progetto urbanistico approvato quasi 10 anni fa, la fine di un sogno in cui credevano i cittadini di Viaccia per riqualificare un pezzo di periferia. Addio al villaggio Rosalinda, quello che doveva nascere dalle ceneri del vecchio lanificio, con una lottizzazione di 250 appartamenti, uffici, negozi e spazi verdi. Una storia infinita, con un cantiere fermo da quasi cinque anni, con le prime opere di urbanizzazione da completare e un gruppo di cittadini ("Coordinamento Cittadini per Viaccia") che ha chiesto e ottenuto dall'amministrazione un tavolo di partecipazione visto il degrado dell'area su cui insiste quel "mostro" incompiuto. Ora, da maggio scorso quel tavolo di confronto con le ditte costruttrici (la società "Villaggio Rosalinda srl" è composta da quattro soci: cooperative Abitcoop ed Edilcoop in liquidazione, Carep e Polistrade in concordato) è andato avanti - sotto l'egida dell'assessore all'urbanistica Valerio Barberis - ed è servito ad attivare contatti utili con i costruttori. Per il "Coordinamento Cittadini per Viaccia" «una soluzione auspicata è la possibilità di finanziare il completamento delle opere di urbanizzazione primaria così da migliorare la situazione globale dell'area». Tradotto: la priorità è sistemare almeno le opere di finitura, dal manto stradale ai marciapiedi passando per il verde pubblico. «Da una parte, il completamento delle opere di urbanizzazione - sottolinea il comitato - comporterebbe il conseguente aumento del valore dell'area. Dall'altra, l'amministrazione vedrebbe risolto un problema di sicurezza e un primo miglioramento viario del paese. Non solo: il ruolo dei cittadini coinvolti nel processo partecipativo tra istituzioni, privati e banche per rivolvere problemi di questo tipo, potrebbe rappresentare un progetto ripetibile». (mar.la)

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