Il presidio
Abitcoop e Edilcoop in liquidazione
Le coop puntano a ristrutturare il debito per continuare l’ attività. «In un caso è già stata ricostituita una società»
PRATO. I primi scricchiolii li avevano avvertiti con la crisi del mercato immobiliare iniziata dieci anni fa. Poi quegli scricchiolii sono diventate crepe sempre più grosse nei loro bilanci tanto fa spingere i due colossi delle coop edificatrici “rosse” e “bianche” a frugarsi in tasca e rivedere i conti.
Così la cooperativa Abitcoop e il consorzio Edilcoop risultano oggi in liquidazione. Non stiamo parlando di imprese edili qualunque ma di realtà che hanno fatto, nel comparto delle costruzioni, la storia della cooperazione a Prato. Nel corso degli anni in città il mattone "in cooperativa" ha lasciato traccia in una miriade di interventi residenziali, in tante zone di Prato e provincia, strizzando l'occhio in particolar modo all'housing sociale. Ma l'invenduto alle stelle e la paralisi del mercato residenziale hanno buttato giù i fatturati delle due cooperative d'abitazione.
«Stiamo ricorrendo a un piano di ristrutturazione del debito bancario ai sensi dell'articolo 182 bis della legge fallimentare: scelta necessaria per garantire la continuità della cooperativa», fa sapere Franco Papini, presidente e oggi liquidatore di Abitcoop che ha avviato il procedimento di liquidazione volontaria deliberata dall'assemblea dei soci. Fermo un solo cantiere, quello per realizzare un complesso residenziale in zona Fontanelle mentre per salvare i posti di lavoro (una decina in tutto) Abitcoop negli ultimi anni ha ridotto gli orari del personale e attivato anche lo strumento della cassa integrazione in deroga.
«Rispetto al 2006 a Prato il numero delle compravendite ha subito una contrazione superiore al 50% - spiega Papini - Solo negli ultimi sei mesi stiamo intravedendo timidi segnali di ripresa».
E ben venga la ripresa anche per portare un'iniezione di liquidità nelle casse di Abitcoop che mira a lasciarsi alle spalle i momenti più duri. Fase di profonda trasformazione anche per il consorzio Edilcoop, anche questo in liquidazione, attraverso il quale passa la gestione delle attività di servizio della sede di via Paolini. «Ma abbiamo riaperto con una nuova cooperativa (anche questa Edilcoop, ndr) - precisa il presidente Federico Bettarini - La messa in liquidazione riguarda le cooperative che fanno capo al vecchio consorzio (Istria e Amicizia, ndr) e che hanno firmato un accordo di ristrutturazione del debito bancario per avere il tempo di smaltire le unità abitative invendute e altre aree edificabili».
Si parla di una trentina di appartamenti sparsi per la città sia a libero mercato, attraverso la formula dell'affitto con riscatto, che in housing sociale: al momento sono due i cantieri di Edilcoop attivi, uno nella zona di Paperino e uno in via di Gello, gestiti dal Fondo Housing Toscano.
«La crisi è innegabile ma Edilcoop non chiude - tiene a specificare Bettarini - Stiamo cambiando pelle come tutte le realtà delle cooperative di abitazione, nella faticosa transizione da una struttura tradizionale a un modello che vede la partecipazione di fondi immobiliari. E anche il mercato del resto è cambiato: oggi sempre meno persone comprano un immobile sulla carta».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
