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Sicario di mafia arrestato a Carmignano
Grazio Salvatore Gerbino stava scontando in provincia di Prato un periodo di semilibertà dopo una precedente condanna. La nuova sentenza riguarda un omicidio compiuto 25 anni a Milano
PRATO. Un uomo di origini siciliane, Grazio Salvatore Gerbino, è stato arrestato a Carmignano per un omicidio
di mafia che risale a 25 anni fa, quello di Alfio Trovato. L'arresto è scattato in esecuzione di un'ordinanza di custodia in carcere emessa il 10 gennaio scorso dalla Corte d'Assise d'Appello di Milano che lo ha condannato a 30 anni. Gerbino, considerato un uomo d'onore della famiglia di Gela, stava scontando in provincia di Prato un periodo di semilibertà dopo una precedente condanna e qui gli è stata notificata la nuova sentenza, seguita all'inchiesta del pm Marcello Musso su vecchi omicidi di mafia.
A eseguire l'arresto a Carmignano è stata la Direzione investigativa antimafia di Milano in collaborazione con i centri operativi di Firenze e Caltanissetta. La Corte nell'appello 'bis' aveva confermato l'ergastolo per Giuseppe Madonia e 30 anni per Cataldo Termini e per Antonio Rinzivillo, tutti e tre già in carcere e accusati con Gerbino, a vario titolo, di due delitti degli anni '80 e '90: quello di Gaetano Carollo, avvenuto nel Milanese nell'87, e quello di Trovato, avvenuto a Milano nel '92. Per l'omicidio Carollo erano stati già condannati, quali mandanti, Francesco Madonia e Totò Riina, mentre per l'omicidio Trovato anche Leoluca Bagarella e Giovanni Brusca.
Alfio Trovato era un esponente del clan mafioso dei cosiddetti "Cursoti Milanesi", capeggiato da Gimmy Miano. Gli omicidi appartengono alla stagione sanguinaria di Cosa Nostra, impegnata in quel periodo, secondo gli inquirenti, a sancire le alleanze tra le famiglie palermitane e quelle catanesi facenti capo a Santo Mazzei e Nitto Santapaola con i "cursoti" Miano e Turi Cappello.
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