Il Tirreno

Prato

“Patto” per il lavoro sicuro tutti presenti al summit

Industriali, sindacato, Cna e Confartigianato hanno ribadito la volontà di trovare soluzioni al sistema di produzione illegale. Obiettivo: la firma di un protocollo

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PRATO. Tutti presenti al primo incontro, nella sede di Confindustria Toscana Nord, sul “patto” per un lavoro in fabbrica che abbia i crismi della legalità, anche dal punto di vista fiscale e sicuro.

Alla chiamata alle armi della Cgil che aveva denunciato, la settimana scorsa, i danni, anche per i lavoratori italiani, di un sistema produttivo in buona parte fuori legge, le categorie economiche hanno risposto compatte.

Al tavolo si sono seduti oltre al presidente di Confindustria Toscana Nord Andrea Cavicchi e gli imprenditori Franco Ciampolini e Paolo Crocetta, il segretario Filctem Massimiliano Brezzo accompagnato da Juri Meneghetti, per Cna il presidente Claudio Bettazzi e il vice Francesco Viti, per Confartiginato il presidente Andrea Belli e il direttore Luca Galli.

Un primo summit servito a ribadire la volontà, in primo luogo politica, di affrontare le questioni, rinviato alla prossima settimana quando verranno presentate, settore per settore, le soluzioni a una piaga «che provoca la chiusura delle aziende - ha fatto presente Brezzo - che non si allineano a un sistema di produzione deragliato nell’illegalità, nel quale agli operai non vengono pagati i contributi, lavorano in nero e dove si evade sistematicamente o nel quale, se si vuole sopravvivere, l’unica soluzione è quella di sfruttare la manodopera».

Che non si possa più andare avanti così sembra un dato condiviso, almeno secondo la dichiarazione ufficiale condensata in una nota, al termine dell’incontro: «Piena comunanza di intenti».

Obiettivo finale del tavolo sulla legalità sul lavoro: «La realizzazione di un protocollo condiviso - si legge nella nota - che faccia il punto sullo stato della legalità nelle imprese pratesi del tessile-abbigliamento, nelle quali - con titolarità cinese, italiana o di altra origine - si registrano fenomeni di irregolarità riguardo alla gestione del personale e al rispetto di normative sulla sicurezza, l'ambiente, il fisco e la previdenza».

Positivo il giudizio del sindacato: «Prima di tutto perché c’è stata la volontà di riunirsi e di farlo in fretta - sottolinea Brezzo - inoltre la forza politica del protocollo che andremo a firmare sta proprio nell’unità di vedute e di soluzioni da trovare». Lavoro che verrà iniziato nella prossimo riunione.

Solo quando il protocollo sarà definito in tutte le sue parti verrà consegnato, come una sorta di vademecum, agli organismi preposti ai controlli e “girato” alla Procura della Repubblica.

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