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A Roma per chiedere la verità su Regeni

PRATO. Il Comune di Prato, rappresentata dalla presidente del Consiglio comunale, Ilaria Santi, parteciperà alla manifestazione nazionale che si terrà a Roma oggi a un anno dal rapimento di Giulio...

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PRATO. Il Comune di Prato, rappresentata dalla presidente del Consiglio comunale, Ilaria Santi, parteciperà alla manifestazione nazionale che si terrà a Roma oggi a un anno dal rapimento di Giulio Regeni.

La manifestazione, promossa da Amnesty International, partirà dal piazzale della Sapienza e rinnoverà con forza la richiesta che in questo anno ha dato vita a una campagna capillare e continua di sensibilizzazione e informazione: "Verità per Giulio Regeni".

zCentinaia di città e Comuni hanno aderito a questa campagna», ricorda la presidente Santi, «e migliaia di striscioni gialli sono stati appesi nelle strade e nelle piazze per chiedere di conoscere come e perché Giulio, un giovane che faceva ricerche sulle organizzazioni sindacali egiziane, è stato ucciso. La richiesta di verità è un atto doveroso, per Giulio e la sua famiglia e per i tanti giovani studiosi come lui che con il loro impegno e la loro curiosità si adoperano per cambiare davvero il mondo».

Il Comune di Prato ha aderito a questa campagna fin dall'inizio, nel marzo del 2016.

Per aderire e per non smettere di porre attenzione sul caso, la Camera del lavoro Cgil di Prato, porrà il noto striscione giallo che ha invaso istituzioni, enti, università in tutta Italia, sul proprio balcone.

«Nonostante siano passati 365 giorni, - si legge in un comunicato della Cgil - la verità sull'arresto, la sparizione, la tortura e l'uccisione del giovane ricercatore italiano è ancora lontana. Giulio Regeni studiava i sindacati egiziani. Fra le varie dichiarazioni fatte dai genitori, ci ha colpito quelle della madre che parlando del cadavere del figlio, ha detto che solo "la punta del naso" era riconoscibile, che "Tutto il male del mondo si è riversato" sul volto. Giulio era un cittadino italiano, un cittadino del mondo e stava lì per studiare. La madre ha aggiunto che di questi tempi, il sindacato sta diventando una brutta parola, come a dire che è sotto attacco di legittimazione e non solo in Egitto. Giulio Regeni contribuiva a non far diventare la parola sindacato una brutta parola e per questo gli si è scaraventato addosso tutto il male del mondo. Gli dobbiamo almeno la ricerca insistente della verità e della giustizia».

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