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Sacchi neri ovunque, la mappa dell'inciviltà
Viaggio da Galciana a Castelnuovo sulle tracce degli scarti tessili. In via Borselli spunta un cartello in arabo, ma il problema non si risolve
PRATO. Ormai a Prato "sacco nero" è sinonimo di rifiuto abbandonato. Ce ne sono di tanti tipi, ma il più frequente è lo scarto di lavorazione tessile. E in questi ultimi giorni Prato ne è invasa come dimostrano foto e segnalazioni dei lettori. Così è iniziato un viaggio tra discariche abusive e immondizia, fino a scoprire quintali di “sacchi neri” abbandonati per strada e nei campi.
Le zone critiche. Macrolotto 1, via Galcianese e via Dossetti sono le strade in cima alla classifica. In via Galcianese i sacchi neri la fanno da padrone, gettati agli angoli della strada e sul marciapiede, spesso vicino ai cassonetti. Rifiuti di ogni tipo, tessile e non, rifiuti speciali e indifferenziati abbandonati ogni giorno e soprattutto nelle ore notturne. Nonostante i continui sforzi dell'azienda che raccoglie i rifiuti, Asm, che cerca di tamponare il fenomeno, sacchi e immondizia compaiono dovunque. Vicino ai cassonetti di via Galcianese si ferma una signora: «Sono scarti portati dai cinesi- dice- dalle aziende qui della zona, li abbandonano di sera e di notte, a volte li lanciano addirittura dai furgoni». Via Giuseppe Dossetti è un altro punto dolente, ormai dentro il quartiere di San Paolo, e anche qui sacchi neri si trovano vicino ai cassonetti e lungo la strada una serie di rifiuti sparsi e lasciati fra gli alberi. Fra via Colombo e via Galcianese, sempre vicino ai cassonetti, compaiono di nuovo sacchi neri, rifiuti e oggetti ingombranti abbandonati.
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Castelnuovo. Qui sicuramente la scena di maggior impatto: lungo via Roma, vicino al lago di pesca sportiva "dei Pioppi", all'interno dei campi lungo un fosso, ci sono diversi quintali di sacchi di scarto di produzione tessile abbandonati anche lungo una piccola strada in mezzo ai campi. E'evidente, da come sono stati lasciati, che lo scarico è avvenuto molto probabilmente con un camion o un furgone con molta furia di liberarsene. La scena che si presenta lascia allibiti: qualche quintale di rifiuti speciali scaricati in una zona umida con animali acquatici. In lontananza si vedono anche le serre dei nuovi impianti di ortocoltura.
Cartelli in arabo. In via Borselli e via del Ferro la scena èla medesima: altri sacchi neri, con cascami tessili, fra i parcheggi condominiali e i campi di via Guido Borselli. Si avvicina un signore che sta passeggiando con il cane. «Qui, ad esser sincero, non accade spesso che vengano a buttare i sacchi neri, ma a volte li troviamo. Vorrei dire una cosa, però, aver tolto i cassonetti stradali è stato positivo. Il porta a porta dobbiamo farlo noi per bene come cittadini». Poi via del Ferro: alla Casa del Popolo, di fronte a dove vengono abbandonati i sacchi di rifiuti, campeggia un cartello scritto in italiano e arabo. «Sì, lo abbiamo messo noi - dice la banconiera del circolo di Cafaggio - per vedere se la smettono di abbandonare i rifiuti, ma è inutile, continuano». E la mappa dell’inciviltà, si allarga.
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