Il presidio
Ragazza accusa di abusi sessuali il padre e lo zio
La quindicenne punta il dito anche contro un vicino di casa: i tre indagati per violenza sessuale aggravata sono stati interrogati dal magistrato e respingono le accuse
PRATO. Il padre, lo zio e un amico di famiglia: tutti indagati per violenza sessuale aggravata su una minore che oggi ha 15 anni. Questo è l’oggetto di un’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Valentina Cosci in seguito alla denuncia presentata dalla stessa ragazzina insieme alla madre.
L’indagine, affidata ai carabinieri, è iniziata nel mese di novembre dopo la presentazione della denuncia da parte della quindicenne e finora non ha portato a misure di custodia nei confronti degli adulti. L’unico provvedimento preso dal giudice minorile Silvia Chiarantini è stato l’allontanamento della ragazza dall’ambiente familiare: dalla prossima settimana sarà inserita in una comunità protetta fuori dalla provincia di Prato.
Ed è proprio questo che ha spinto la quindicenne a presentarsi ieri in redazione per raccontare la sua storia, dicendo che così le era stato consigliato dalla madre. «Io vengo rinchiusa e i miei molestatori se la ridono fuori», sussurra.
Una storia terribile da qualsiasi angolazione la si guardi. Perché se risulteranno provate le accuse mosse dalla quindicenne saremmo in presenza di tre adulti che hanno abusato sessualmente per anni di una minore. Se invece il racconto non troverà riscontri, i tre indagati avranno comunque corso il rischio di vedere la propria vita rovinata per sempre. In ogni caso si tratta di una storia ancora tutta da scrivere.
Come in molte vicende del genere, al momento c’è la parola della ragazza contro quella degli adulti. Dalla Procura non filtrano particolari, non sappiamo insomma se gli inquirenti abbiano in tasca altri elementi che rendano più credibile, o addirittura provato, questo racconto. La ragazza sostiene di aver consegnato una registrazione fatta di nascosto di un colloquio di 45 minuti con lo zio nella quale l’adulto le avrebbe offerto dei soldi per avere rapporti sessuali. Conviene dunque stare ai fatti così come sono stati esposti dalla quindicenne nella sua denuncia. La ragazza dice di aver subìto abusi sessuali dal padre naturale fin da quando aveva 5 anni e di non averne fatto parola con nessuno, nemmeno con la madre, fino a un paio di mesi fa. In quello stesso periodo i genitori hanno iniziato una causa di separazione, vien da pensare proprio per questo motivo, anche se al momento questa è solo una deduzione.
Ai presunti abusi del padre si sarebbero poi aggiunti quelli di un amico del padre. Anche lui avrebbe approfittato della quindicenne all’insaputa dei familiari. E non è finita, perché degli stessi abusi è accusato lo zio acquisito, marito della sorella del padre. Le violenze si sarebbero consumate sia nell’abitazione dove la ragazza vive tuttora con la madre, sia in un box accanto all’abitazione. I carabinieri hanno raccolto il racconto della minore e poi hanno informato il sostituto Valentina Cosci, che dopo aver fatto qualche riscontro ha voluto interrogare i tre adulti, difesi. Tutti e tre hanno respinto in blocco le accuse, negando di aver abusato della minore. Anche la quindicenne, assistita dall’avvocato Elena Augustin, è stata ascoltata più volte dal magistrato e tutte le volte ha ribadito le sue accuse. Ora non capisce per quale motivo debba essere lei ad andare in comunità e i suoi presunti violentatori siano a piede libero. Il fatto è che le indagini hanno bisogno di tempo e il giudice minorile ha valutato che per lei fosse meglio allontanarsi da un ambiente potenzialmente pericoloso.
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