Il presidio
De profundis sulla festa delle luci Faggi: «Non è utile al quartiere»
Dibattito affollato al circolo Curiel per discutere sulla decisione di cancellare l’edizione 2017 Per il 2018 l’assessore Mangani favorevole al coinvolgimento, anche economico, di Confindustria
PRATO. Il circolo Curiel in via Filzi ha fatto il tutto esaurito per il dibattito nato in seguito alla decisione presa dal Comune di non rifare la festa della luci nel quartiere cinese della città. Un argomento che ha scaldato fin dal primo momento e che ha diviso una parte della sinistra pratese. Un evento che cela due visioni differenti sulle scelte da fare sul tema dell’immigrazione. La sala era piena, anche se degli abitanti del posto se ne contavano appena due e bastava una mano per elencare gli orientali presenti tra cui gli imprenditori Gabriele Zhang e il collega vice presidente di Cna Wang Liping . Sono stati Andrea Valzania, Sara Iacopini e Caterina Guidi a volere l'incontro, gli stessi ricercatori che lo scorso dicembre firmarono una lettera pubblica in cui esprimevano quelle che erano le loro perplessità circa la decisione della giunta comunale di non fare la festa. Motivazioni, a loro dire, difficili da capire. Un no alla festa, quello degli amministratori, fin quando al Macrolotto non ci sarà una corretta raccolta differenziata dei rifiuti. Sono due in particolare le espressioni che non sono andate giù ai tre firmatari: “intellighenzia” usata dall'assessore Filippo Alessi e riferita a chi protestò per la decisione presa e quella che “la festa è stata calata dall'alto” (Faggi). «Confermo quanto detto», ha aperto l’incontro il vice sindaco. «La festa fu calata dall'alto con un format portato da Monza dall'associazione Compost e già finanziato dalla Regione e che qui è decontestualizzato . Manca il senso di comunità in questo quartiere e con la scorsa edizione non si sono fatti passi avanti». Simone Faggi, come già fatto sul nostro giornale qualche settimana fa, ha tirato nuovamente in ballo il termine ganzo (usato spesso come hashtag da alcuni rappresentanti della sinistra per evidenziare Prato per avvenimenti di vario tipo). «Il Macrolotto è un posto ganzo? No, non lo è. Non siamo contenti. Ci sono mille complessità che meritano interventi. Qui ci sono italiani che ci abitano e che sono esasperati. Altrimenti si nega l'evidenza. E dopo il festival dell'oriente o dei cinesi (così lo chiama il vice sindaco, ndr) in un anno nulla è cambiato. Quello che ci interessa - prosegue Simone Faggi - non è tanto fare un festival ma lavorare su un quartiere, perché quella festa presenta una Prato che oggi non esiste».
Poi Gabriele Zhang, presidente dell’associazione d’Amicizia e uno dei due imprenditori soci di Confindustria, ha letto un messaggio di Andrea Cavicchi, presidente di Confindustria Toscana nord che si auspica che il festival torni nel 2018 e che abbia un respiro nazionale. E non solo, il presidente fa intuire anche la possibilità di raccogliere finanziamenti nel mondo della sua associazione. A cogliere la palla al balzo l'assessore alla cultura Simone Mangani (per Valzania la festa dovrebbe diventare un fatto culturale e dipendere dal suo assessorato) che spera che Confindustria partecipi economicamente alla festa (se ci sarà) del prossimo anno. Il vice sindaco Faggi, intanto, ha ricordato come l'idea per l'anno in corso era quella di fare altro e che già era stato comunicato al tavolo di lavoro un mese prima della decisione di non replicare il festival. Ma allora perché la giunta ha detto “no” a questa festa? C'entra il discorso della raccolta porta a porta? Forse c'è stato qualche difetto di comunicazione nel trasmettere le motivazioni. Lo ammette il vice sindaco che è chiaro: «Questa festa non è utile al nostro territorio, facciamo piuttosto una festa di quartiere. Pensiamo a una crescita di questa zona di tipo diverso, con la trasformazione urbanistica e con la creazione di spazi vissuti da chi ci abita».Se per Faggi la festa è stata calata dall'alto non è d'accordo Cristina Pezzoli che ricorda come Compost presentò in Comune tre progetti diversi e che la Festa delle luci che andò in scena nel 2016 seppur finanziata dalla Regione per 35mila euro fu scelta anche dagli amministratori locali».
Azelio Biagioni
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