Il Tirreno

Prato

La collezione di Palazzo Alberti torna a casa

La collezione di Palazzo Alberti torna a casa

Firmato l’accordo tra banca, Comune, Fondazione e industriali. Il caso del Bellini conteso

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. E dunque, la battaglia è vinta. La collezione di quadri di Palazzo Alberti che pure resterà nel patrimonio Bpvi, tornerà a Prato. L’accordo è stato siglato tra i nuovi vertici della banca e i protagonisti pratesi: il sindaco Matteo Biffoni, la presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Fabia Romagnoli e il presidente degli Industriali Andrea Cavicchi (i rappresentanti delle altre associazioni di categoria erano presenti ma seduti tra il pubblico). Un'anomalia che non è passata inosservata e che qualche malumore ha creato tra i “colleghi” di Cavicchi. E’ stato Gianni Mion, presidente della Popolare di Vicenza, a parlare per primo: «Abbiamo intenzione di riportare a Prato i quadri napoleonicamente trasferiti a Vicenza – ha detto, facendo sorridere i presenti – per migliorare i rapporti col territorio». Ce n’è bisogno. La “buona volontà” e “il cambio di passo” sono stati apprezzati da tutti: Biffoni, Romagnoli, Cavicchi. Prato ha già deciso dove metterli: «In Palazzo Pretorio» ha detto il sindaco e il suo assessore alla cultura, Simone Mangani, è entrato nel dettaglio: «Lo spazio dell’ex Monte dei Pegni quadruplica, per una mostra temporanea della collezione di quadri sarebbe una sede ideale». Di sicuro l’obiettivo è «renderli fruibili a tutta la città» ha ribadito Biffoni, «sfruttando anche – ha aggiunto Cavicchi – le opportunità che Pistoia città della cultura 2017 ci offre per far meglio conoscere anche la nostra città». Eppure – altra anomalia – l’opera più preziosa della collezione, la Crocifissione di Giovanni Bellini, potrebbe restare nella sede centrale della banca, almeno per ora, per una vicenda molto italiana che vede contrapposte due Soprintendenze, quella veneta e quella toscana. Siamo all’epoca Zonin e l’ex presidente chiede alla Soprintendenza competente di vincolare il quadro - il pittore è nato a Venezia e sullo sfondo del dipinto c’è una veduta di Vicenza - alla città. La Soprintendenza veneta dà ragione alla Bpvi. La Soprintendenza toscana invece dà ragione a Prato. «La procedura è in corso - è la spiegazione di Mangani - ed è per questo che il quadro di Bellini, uno dei più preziosi della collezione per il momento non è tra quelli che torneranno (nell’arco di qualche mese ndr) nella sede naturale in via degli Alberti. Ma anche su quello daremo battaglia». (c.o.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera