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"Sbagliato riaprire i Cie": la Camera penale contro Biffoni
Gli avvocati criticano la proposta del ministro, sostenuta dal sindaco: "In quei posti sono sospesi i diritti umani"
PRATO. È sbagliato riaprire i Centri di identificazione e di espulsione. Lo sostiene l’avvocato Eugenio Zaffina, presidente della Camera penale. "La proposta formulata dal Ministro dell’Interno sulla scia dei tragici fatti di Cona e dell’ondata emotiva che ne é scaturita, di aprire Centri di identificazione ed espulsione in tutte le regioni italiane - si legge in una nota della Camera penale - di recente condivisa pubblicamente anche dal sindaco di Prato, ripropone una risposta sbagliata e già rivelatasi fallimentare al problema della gestione dei fenomeni migratori. La finalità con cui i Cie sono nati, ossia identificare i soggetti per poi procedere al loro rimpatrio, si è infatti scontrata con la concreta difficoltà di eseguire i rimpatri stessi, sia per la mancanza dl accordi bilaterali con i paesi di provenienza dei migranti, sia per gli elevati costi di queste strutture, che hanno finito per trasformarsi in luoghi di detenzione per persone che non hanno commesso alcun reato o, se lo hanno commesso, hanno già scontato la loro pena, quasi terra di nessuno, dove non sono invocabili a chiare lettere neppure le garanzie che sono proprie dei “veri” detenuti".
"In uno stato di diritto - prosegue la nota - le soluzioni del problema immigrazione non possono prescindere dal rispetto dei diritti umani inviolabili e vanno piuttosto ricercate nell’applicazione effettiva delle misure già esistenti, quali l’accompagnamento immediato alla frontiera, investendo nel rafforzamento delle procedure di identificazione (ed anticipandole alla fase di espiazione della pena per coloro che provengono dal circuito penitenziario), nella stipula di accordi bilaterali con gli Stati esteri per rendere effettiva la collaborazione internazionale per il rimpatrio, nello snellimento delle procedure per l’ottenimento dei titoli di soggiorno per chi ne abbia i requisiti ed in serie politiche di integrazione degli immigrati regolari. La Camera Penale di Prato esprime quindi la propria ferma contrarietà all’apertura di nuovi Cie, ritenendo che andrebbero anzi chiusi quelli già esistenti e comunque drasticamente ridotti i tempi di permanenza al loro interno, che sono andati incontro, nel corso degli anni, ad una drammatica ed inaccettabile dilatazione".
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