Il Tirreno

Prato

Pecci: lavori avanti, ma troppo piano

di Riccardo Tempestini
Pecci: lavori avanti, ma troppo piano

Prato, a tre mesi dall’inaugurazione l’area adiacente resta da completare, da sistemare anche la zona Cid e il deposito delle opere

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PRATO. A tre mesi dall’inaugurazione (e già 40mila i visitatori della mostra “La fine del mondo”), cosa manca per ultimare il nuovo Centro Pecci? Grazie all’assessore ai lavori pubblici Valerio Barberis , ecco un primo elenco di cose da fare, cominciando dall’ultimo progetto al via proprio in questi giorni, il collegamento viario diretto tra la Declassata e l'area retrostante il museo Pecci.

«E’ il primo dei due lotti per la riqualificazione dello spazio, di proprietà del Comune, in cui saranno ricavati oltre 80 posteggi auto, a servizio del museo e delle attività della zona» spiega Barberis, assicurando che i lavori, per un costo di40mila euro, saranno terminati entro un mese. Ma ecco come funzionerà la nuova area posteggio, che verrà ampliata togliendo le opere presenti della Collezione permanente, Sol Lewitt, etc, e parte della massicciata della declassata. Un turista in arrivo da Firenze, uscirà dal viale Leonardo da Vinci, per parcheggiare l’auto e visitare il museo, ma per tornare a casa, dovrà attendere il verde del semaforo a tempo, sistemato all’uscita del parcheggio, in direzione Art hotel.

«Per evitare che questa nuova apertura venga usata dai chi abita o vuole andare a Mezzana e zone limitrofe, ci saranno tempi di attesa semaforica molto lunghi» precisa Barberis. Insomma l’assessore spera che il nuovo grande parcheggio venga usato solo da chi va al museo o per attività della zona come l’Art hotel. Questo nuovo progetto però ha finora bloccato l’ultimazione dei lavori nella parte retrostante del museo,ferma o quasi al 16 ottobre, giorno di apertura del nuovo Pecci. «La ditta ha rallentato molto perché dobbiamo metterci d’accordo su come proseguire , ma ci saranno penali per queste inadempienze». E così la parte retrostante del nuovo Pecci è tutta da ultimare, sia per la parte a verde che per l’anello pedonale, ma l’assessore Barberis assicura che entro febbraio i lavori ripartiranno per finire entro un mese, togliendo finalmente la lunga fila di cancelli a rete che circonda il retro del museo. Se questo verrà risolto a breve, molti dubbi invece per quanto riguarda la parte sottosuolo del nuovo edificio disegnato da Nio, ma anche per l’ex garage sottostante il vecchio disegnato da Gamberii .

«L’area che dovrà accogliere il Cid è già ultimata, mancano però l’arredo e le scaffalature per i libri -continua Barberis- mentre per il deposito delle opere della Collezione permanente c’è solo il progetto». Per finanziare questi lavori, insieme alla sistemazione della palazzina uffici, dove c’era Radio toscana classica e soprattutto l’anfiteatro, nel Bilancio preventivo 2017 del comune era riportata la cifra di i milione e 400 mila, in realtà interamente a carico della Regione, che però fino ad aprile non ultimerà la stesura del bilancio, con seri dubbi sulla presenza di queste somme per ultimare l’unico museo regionale di arte contemporanea. Notizie negative invece per quanto riguarda le opere dei Poirier e Staccioli, la colonna spezzata è stata “parcheggiata” nella zona lavori in corso del giardino, mentre per quanto riguarda la mezzaluna, sulla rotonda davanti alla questura c’è solo una staccionata di legno.

Notizie positive invece per quanti riguarda il bar-bistrot, con l’inizio dei lavori in questi giorni, mentre il riscaldamento della sala cinema è stato riportato a norma grazie ai personale tecnico del museo. Insomma il nuovo Centro Pecci è finito, ma solo per la parte anteriore, “dietro” e soprattutto “sotto” e “intorno”, c’è ancora molto da fare. «Andiamo avanti» così l’assessore conclude Barberis, ma la Regione Toscana?

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