Il presidio
Campane rumorose Raccolte 2mila firme per annullare la multa
La petizione è stata depositata dal parroco di Galciana Il Comune aveva però già detto che non è possibile
PRATO. Don Luca Rosati, parroco di Galciana, ha depositato ieri la petizione popolare per annullare la multa all’orologio campanario. La sanzione di 1.032 euro era stata comminata alla parrocchia di San Pietro Apostolo in seguito a un verbale dell'Arpat che ha giudicato le campane della chiesa troppo rumorose.
L’iniziativa popolare è iniziata nella giornata di Natale e terminata nella prima settimana di gennaio 2017, dieci giorni di mobilitazione per sensibilizzare la popolazione su questa situazione. A darne notizia è Giovanni Mosca. La petizione popolare è stata sottoscritta da 2.065 cittadini abitanti nella frazione di Galciana.
«Don Luca mi ha detto - racconta Mosca - che "questa è la dimostrazione che a 2.065 cittadini il suono dell’orologio campanario non è molesto, anzi è un suono amico che identifica una comunità; lo sforamento di 168 secondi in otto ore di rintocchi dell’orologio campanario, è un limite ragionevole, in piena sintonia con la sensibilità media oggettiva dei cittadini che vivono in un'area urbana e non a quella soggettiva di pochi o addirittura di un singolo interessato, che debba prevalere sulla indiscussa volontà dei tanti, di una comunità tutta. Non abbiamo e non chiediamo al sindaco di violare la legge o causare un danno erariale all’ente comunale, questo lo sappiamo, le norme le conosciamo, ma appare quanto meno esagerato dover paragonare il suono di una campana alla stregua di attività produttive (per essere chiari: una fabbrica con i telai)».Nei giorni seguenti all’annuncia della raccolta di firme il sindaco Matteo Biffoni aveva così commentato: «Mi sorprende che un amministratore di grande esperienza come Giovanni Mosca - aveva affermato il sindaco Matteo Biffoni - non sappia che togliere una multa come quella fatta alla parrocchia di Galciana rappresenterebbe un danno erariale, con tutto quello che ne consegue (leggi Corte dei Conti, ndr). Piuttosto Giovanni si dia da fare per organizzare una cena di raccolta fondi a favore della parrocchia. Una cena alla quale garantirei la mia presenza».
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