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Prato

Imprenditore rapina le elemosine al mimo

Imprenditore rapina le elemosine al mimo

E’ successo in via Cairoli poco prima di mezzogiorno davanti a decine di testimoni Arrestato un uomo di 45 anni. In tasca, oltre alla refurtiva, aveva 500 euro

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PRATO. «Sei uno zingaro» e l’imprenditore, col gruzzolo in tasca, rapina delle elemosine il mimo, davanti a decine di persone e in pieno centro storico.

E’ accaduto anche questo, ieri, poco prima di mezzogiorno in via Cairoli a pochi metri da Mattonella. Ed è proprio lì che la polizia ha trovato e bloccato l’autore del colpo surreale mentre si accingeva a comprare i biscotti.

Gianluca Gualchierotti, 45 anni, sposato e con figli, residenza a Miami, vita a Prato, una comparsata tra le file dei calcianti della Palla Grossa con il rione rosso nel 2012, è finito in manette in flagranza di reato per rapina aggravata da motivi razziali, ai danni di un uomo, effettivamente un nomade, che per sbarcare il lunario indossa un costume bianco, si tinge la faccia con la “biacca” e chiede gli spiccioli alla gente che passa.

Tutto è accaduto in pochi minuti. Gualchierotti che oggi comparirà davanti al gup, in tribunale, per la convalida dell’arresto, cammina per via Cairoli.

Probabilmente è diretto proprio da Mattonella. Lì, in quel tratto di strada, nota il mimo che si avvicina ai passanti chiedendo l’elemosina. Forse la chiede anche a lui. E invece di tirare dritto per la propria strada, Gualchierotti sceglie di mettere in scena la performance: al mimo dice di essere un poliziotto. Parte la discussione che si trasforma il lite. Gualchierotti costringe il mimo a levarsi il costume, gli fruga in tasca, trova 50 euro e 30 centesimi, il ricavato delle elemosine e se li prende.

Tutto questo davanti a decina e decine di persone che attirate dalle voci concitate, fanno capannello attorno ai protagonisti di questa vicenda e qualcuno, nel frattempo, prende il cellulare e chiama il 113.

E’ finita? Non ancora. Non sazio, Gualchierotti lascia per qualche minuto il mimo, va alla propria auto, parcheggiata in piazza San Francesco, prende una scacciacani con otto colpi a salve, nessuno esploso - accerterà poi la polizia - e torna dalla vittima puntandogli l’arma contro. Il mimo si arrende e si allontana. Gualchierotti entra nel negozio e ne esce in manette. «E’ stata una bravata». Questo si dice in Questura, una “bravata” perché all’artigiano gli zingari non piacciono. Certo non ha bisogno di soldi, perché gli agenti, nella perquisizione, trovano nel portafoglio, oltre la refurtiva, altri 500 euro. E non è il primo “scivolone” di Gualchierotti. Nel 2010 è stato condannato a un anno e due mesi dal tribunale di Prato per essere riuscito a raggirare un conoscente coinvolgendolo in un affare “impossibile”: l’apertura di un villaggio turistico in Costa Rica. Una vicenda che risale al 2003, nella quale furono emessi assegni apocrifi per 130.000 che l’accusa giudicò incassati da Gualchierotti.

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