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Prato

Don Ilunga apre le porte ai senza tetto

Don Ilunga apre le porte ai senza tetto

Il parroco di San Paolo ha lanciato un invito ai clochard alle prese col gelo: «Potete dormire in chiesa»

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PRATO. "Bussate e vi sarà aperto", è proprio il caso di dirlo. Mai come in questi giorni di freddo, con temperature rigide che mettono a dura prova la vita di chi vive per strada, questo passo del Vangelo dovrebbe risuonare in tutti gli angoli della città. Riecheggia in un quartiere di periferia, a San Paolo, dove padre Jean Jacques Ilunga guida la parrocchia di via Spontini. Il parroco di San Paolo a Stagnana non è uno tanto avvezzo all'utilizzo dei social network: ha deciso di coglierne però la potenza virale per lanciare un appello sul proprio profilo pochi giorni fa. «Fate sapere a chi è senza tetto che in queste notti gelide si può dormire nella chiesa di San Paolo». Scrive, ed è subito passaparola virtuale. Le porte della chiesa di don Ilunga si aprono così per dare un riparo ai bisognosi, soprattutto di notte. Basta bussare all'ingresso di via Spontini: qui il senza fissa dimora non troverà una brandina o un sacco a pelo ad accoglierlo ma una panca di legno in alternativa alla strada. «In realtà sono contento che nessuno si sia affacciato finora, segno che la catena di solidarietà sta funzionando in città, Caritas in testa - fa sapere don Ilunga - È insopportabile l'idea che una persona abbia il freddo nel cuore». È freddo che ti entra nelle ossa, nel cuore appunto. L'idea dell'appello su Facebook è venuta a don Ilunga parlando con un giovane senza fissa dimora. «Non c'è solo il dramma dei clochard come siamo abituati a pensare - sottolinea il sacerdote - abbiamo di fronte un mondo fatto di tante storie e sfumature». (mar.la.)

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