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Prato

«Cie per chi delinque» «No, per tutti gli irregolari»

«Cie per chi delinque» «No, per tutti gli irregolari»

I Centri di identificazione ed espulsione per stranieri visti da destra e da sinistra Faggi: «Inutili per gestire i migranti economici». Silli: «Un modo per mettere ordine»

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PRATO. «I centri di identificazione ed espulsione non sono in alcun modo una risposta al problema della gestione ordinaria dei migranti economici. Ormai si sa, abbiamo già provato senza successo. Altra cosa è pensare a dei centri, uno anche in Toscana, da chiamare come si vuole, nei quali trattenere per un tempo molto limitato, quindi al massimo una decina di giorni, gli stranieri irregolari con precedenti penali o che creano pericoli per l’ordine publico, in attesa dell’espulsione. In questo caso, la struttura avrebbe un senso e servirebbe alla comunità». Prato, per voce del visesindaco con delega all’immigrazione Simone Faggi, entra nel dibattito - molto caldo a livello nazionale - sulle misure proposta dal ministro degli Interni Marco Minniti per arginare l’impatto sul territorio italiano di un esodo biblico che dura da anni e che nel 2016 ha sfirato i 200.000 nuovi ingressi (196.000). L’idea di Faggi, pienamente condivisa dal sindaco Matteo Biffoni, è quella di dire “no”, senza tentennamenti, alla privazione di libertà per quei migranti che sbarcano sulle coste italiane, che chiedono lo status di rifugiati e che alla fine del percorso amministrativo ottengono un dieniego (sono, complessivamente, attorno al 60-70% del totale). Da valutare invece, secondo sindaco e vicesindaco, strutture attrezzate in grado di trattenere, in attesa dell’espulsione, gli irregolari, identificati, che delinquono. «D’altro canto - prosegue Faggi - mi pare utopico pensare a rimpatri volontari, nè abbiamo assistito in questi anni, a una redistribuzione vera, a livello europeo, del carico di migranti che fuggono da fame e violenza,nè, tantomeno, c’è stata una risposta, a livello centrale, del nodo vero di questo problema: cose ne facciamo,alla fine, di chi non ha diritto di rimanere. E’ su questo che le amministrazioni aspettano risposte». Dall’altra parte della barricata la visione è molto diversa. Giogio Silli, responsabile nazione per l’immigrazione di Forza Italia, è convinto dell’utilità dei Cie: «Con noi Minniti sfonda una porta aperta - afferma - Siamo covinti che sia un primo passo per mettere ordine a una situazione di emergenza vera. Personalmente - prosegue - sono favorevole a una limitazione parziale della libertà anche per i migranti ospitati nei centri di accoglienza per evitare che ciondolino in giro a tutte le ore del giorno e della notte. E’ evidente però - prosegue Silli - che si potrà dare effettivamente corso alle espulsioni solo quando verranno sottoscritti gli accordi bilaterali con i Paesi che devono riprendersi i migranti che non ha diritto di restare. Che mancano e sui quali è necessario che il governo lavori». Silli non risparmia una nota polemica: «Visto che il centrosinistra proprone ormai politiche di destra, non creda il Pd di passarne indenne. Biffoni e Faggi - conclude - dovranno dar conto ai loro elettori perchè non si può passare dal bianco al nero sperando che nessuno se ne accorga». (c.o.)

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