Il Tirreno

Prato

Addio all’albergo della politica

di Maria Lardara

All’asta l’Hotel Palace, per anni passerella di tanti big di partito. Hanno perso il lavoro 10 dipendenti

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PRATO. Il telefono squilla a vuoto, l'addetto alla reception non risponde più. Insegna spenta, niente più prenotazioni. L'addio alla città s'è consumato il 30 ottobre scorso, ultimo giorno d'attività: pochi metri più avanti, soltanto due settimane prima, s'inaugurava il nuovo Centro Pecci, potenziale meta di richiamo turistico. E pensare che, in oltre trent'anni di storia, l'hotel Palace è stato il palcoscenico per i big della politica nazionale di tutti i colori che qui, nella prestigiosa struttura ricettiva a quattro stelle all'angolo con viale della Repubblica, s'affacciavano per i congressi di partito o per le campagne elettorali.

Ma quell'addio potrebbe trasformarsi in un arrivederci se il prossimo 25 gennaio, alle 12, si farà avanti un acquirente pronto a scucire almeno 4 milioni e 540mila euro per riprendere il testimone dell'attività aziendale e acquisire tutto il complesso alberghiero. E' fissata per quella data, nella sede dello studio notarile "La Gamba" di via Rimini, l'asta per l'acquisto unitario di due lotti (complesso immobiliare e attività alberghiera: l'importo base, rispettivamente, è di 4 milioni e 220mila euro per l'immobile e 320mila euro per l'azienda), dopo che la Sap srl (Nuovo Sviluppo Alberghiero Pratese), titolare della proprietà, è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Prato il 27 aprile scorso.

In realtà, sulle vicissitudini del "Palace" pesa una doppia procedura di fallimento: prima quello del soggetto gestore (la Rmc Prato Palace srl), risalente al giugno 2014, con la continuazione dell'attività d'impresa in esercizio provvisorio autorizzato dal tribunale fino al 30 ottobre, e ora quello della proprietà (la curatrice fallimentare è Elisabetta Faggi) con un ammontare del passivo a 14 milioni di euro. Insieme alla cessazione dell'esercizio provvisorio condotto dalla curatela del fallimento Rimc Prato Palace (già curatore Roberto Papi), viene sospesa l'attività alberghiera fino al 31 ottobre 2017. Tradotto: l'offerente non potrà riaprire l'hotel prima di quella data, vista anche la prospettiva dei lavori di adeguamento necessari per conformare l'immobile alle normative sulla sicurezza del lavoro e prevenzione incendi. Lavori che, come si legge sul bando, resteranno a carico dell'acquirente.

Il "Palace", classificato come albergo di quattro stelle, è suddiviso in cinque piani su ciascuno dei quali s'affacciano 17 camere, con una sala ristorante, giardino, piscina e parcheggio. Nell'intenzione del Tribunale, l'asta giudiziaria dovrebbe servire a salvare l'hotel e rimetterlo in funzione abbastanza velocemente attraverso la messa in vendita per evitare lo stato di abbandono e degrado dell'immobile. E i lavoratori? Sono andati avanti entro il termine dell'esercizio provvisorio, fino a ricevere la lettera di preavviso di licenziamento il 15 ottobre scorso.

«Al momento sono tutti in disoccupazione - spiega Nunzio Martino della Filcams Cgil pratese che a novembre ha tenuto un'assemblea con gli ex dipendenti ancora in attesa di ricevere il Tfr - Purtroppo con la cessazione dell'attività alberghiera è venuto meno anche il loro rapporto di lavoro senza che il bando di vendita obblighi gli acquirenti a riprendere il personale». Il bilancio è di dieci persone a casa e la chiusura di una struttura di pregio per la città, in una zona residenziale a due passi dal casello autostradale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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