Il presidio
La Popolare offre 9 euro per evitare cause legali
Resa nota la proposta di transazione ai soci che hanno acquistato azioni a 62,5 L’ad Viola: «Stiamo facendo il massimo», ma a Padova protestano in mutande
PRATO. Nove euro per azione: questo il prezzo stabilito dalla Popolare di Vicenza in cambio della rinuncia alle azioni legali contro la banca. La proposta è stata resa nota ieri a Padova dai vertici della BpVi: un'offerta di transazione rivolta a 94mila azionisti, che partirà oggi e si chiuderà il 22 marzo. La BpVi subordina la validità dell'offerta all'adesione di almeno l'80% delle azioni interessate, cioè quelle acquistate negli ultimi dieci anni. A chi accetta la proposta saranno riservate, si spiega in una nota, "esclusive condizioni commerciali". La soglia di adesione dell'80%, spiega ancora la nota, "è rinunciabile dalla banca", che si riserva la facoltà di estendere fino al 30 giugno 2017 il periodo di adesione "in presenza di motivate ragioni, in particolare per favorire la più ampia adesione".
Ma poi l’amministratore delegato Fabrizio Viola ha chiarito che la soglia dell’80% sarà rinunciabile solo in caso di scostamenti contenuti. «Quella clausola ci lascia un poco di libertà, nel senso che se arriviamo 79% possiamo rinunciarvi e considerare valida l'offerta. Caso diverso nel caso in cui le adesioni arrivassero al 40%».
Giova ricordare che fino all’aprile 2015 le azioni BpVi valevano 62,5 euro, per poi essere sostanzialmente azzerate.
La proposta transattiva approvata dal Cda prevede il pagamento di 9 euro ad azione per ogni azione acquistata tramite una banca del gruppo a partire dal 1° gennaio 2007 e sino al 31 dicembre 2016, al netto delle vendite. Il prezzo offerto rappresenta il 14,4% del prezzo massimo raggiunto dall'azione (62,5 euro), dunque un po' meno del 15% di cui si era parlato nelle anticipazioni dei giorni scorsi. I 94.000 azionisti a cui si rivolge l'iniziativa, spiega il comunicato, sono stati individuati secondo criteri oggettivi, che comprendono principalmente persone fisiche, società di persone, fondazioni, Onlus ed enti senza fine di lucro.
A Prato i principali detentori di azioni della BpVi sono la Fondazione CariPrato, che ha visto andare in fumo oltre 22 milioni di euro, e il Consiag, che ci ha perso oltre 9 milioni.
Oggi, giorno di avvio dell'offerta, sarà inviata a tutti gli azionisti una lettera in cui verranno specificate nel dettaglio le modalità e le tempistiche dell'offerta. I soci potranno manifestare il proprio interesse fino al 15 marzo recandosi in filiale o attraverso il sito web della banca (www.popolarevicenza.it/azionisti) e potranno sottoscrivere l'accordo transattivo entro il 22 marzo. Attivato anche un numero verde (800-595470) per avere informazioni sull'iniziativa. A chi aderirà all'offerta di transazione "saranno riservate inoltre esclusive condizioni commerciali che consentiranno di beneficiare di rendimenti maggiorati" sui depositi vincolati e "di agevolazioni consistenti su alcuni prodotti e servizi bancari", come il mutuo e il conto corrente.
«Stiamo facendo il massimo - ha commentato Fabrizio Viola - La banca vuole dimostrare con fatti concreti la rottura con il recente passato. Abbiamo tempestivamente voluto mettere in atto tutto quello che la situazione attuale ci permette di fare per poter ricollocare la relazione con gli azionisti e i clienti su un piano di fattiva collaborazione. Confidiamo che il nostro sforzo nell'intraprendere questo nuovo percorso sia compreso ed apprezzato». Non tutti apprezzano, però. Mentre Viola illustrava i termini della proposta di transazione, all'esterno dell'albergo Sheraton qualcuno ha protestato in mutande.
Quanto al fabbisogno di capitale della banca, Viola non ha dato indicazioni: «Non credo oggi di essere in grado di anticipare stime su fabbisogni capitali futuri che dipendono da piano industriale in corso di predisposizione».
La Popolare di Vicenza è vicina alla fusione con Veneto Banca, che ha i suoi stessi problemi, e l’amministratore delegato Viola ha stimato che l’operazione potrà concludersi entro il 2017. Viola si è poi detto d’accordo con la proposta del presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, di pubblicare i nomi dei grandi debitori insolventi delle banche. «Non posso che aderire alla proposta fatta da presidente Patuelli, nel momento in cui è possibile senza violare la normativa su privacy credo sia un'ottima cosa che le banche che versano in certe condizioni pubblichino la lista dei debitori insolventi».
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