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Pacini (Cgil): «Con le Aft verso la sanità del futuro»
PRATO. Botta e risposta tra rappresentanti sindacali dei medici sugli accessi al pronto soccorso. Lorenzo Pacini, responsabile Sanità della Cgil, replica ad Alessandro Benelli, segretario Fimmg e...
PRATO. Botta e risposta tra rappresentanti sindacali dei medici sugli accessi al pronto soccorso. Lorenzo Pacini, responsabile Sanità della Cgil, replica ad Alessandro Benelli, segretario Fimmg e parte subito con una provocazione: «L’ignoranza dilagante - scrive - può portare a credere a molte cose, tra le quali che al pronto soccorso (e non solo a quello di Prato) vi siano medici che visitano centinaia di pazienti in codice bianco giunti dagli ambulatori dei medici di medicina generale, dove fare un tracciato elettrocardiografico, due semplici esami ematochimici e una banale radiografia, risulta impossibile». «Nel 2017 - prosegue , Pacini - non si riesce ancora ad avere la possibilità di integrare i due canali di medicina generale e di medicina ospedaliera nel giusto modo». Il sindacalista Cgil chiede al collega della Fimmg se «dal proprio ambulatorio non vorrebbe avere la possibilità di poter effettuare un tracciato elettrocardiografico o avere a disposizione una sonda per fare un’ ecografia.Non sarebbe meglio - prosegue - poter prescrivere una radiografia e farla fare a un tecnico radiologo presso un’Aggregazione funzionale territoriale (Aft, poliambulatori di medici di famiglia) dove lavora lo stesso medico di famiglia e tramite la telemedicina aspettare il referto del medico radiologo di stanza presso il presidio ospedaliero?» Lo stesso vale, secondo Pacini, per gli esami del sangue con in aggiunta la possibilità: «di accedere ai database degli accessi in pronto soccorso dei pazienti di quel particolare medico di famiglia per verificare i contenuti». «Questo è il ring che vale la pena di calcare - prosegue il sindacalista Cgil - è qui che il segretario Fimmg deve confrontarsi con i suoi pari in Asl e con la Regione, che deve avere il coraggio di chiedere che la medicina di base del secondo millennio sia qualcosa di diverso da quella che abbiamo visto nei film in bianco e nero». E ancora: «Se Benelli vede nelle mie parole solamente una sterile polemica contro i medici di medicina generale, dei quali non metto certo in dubbio operosità e studi, mi sono sbagliato. Se invece vede, come me, la possibilità di crescere e dare alla sanità una nuova linfa mi troverà sempre presente per discutere».
E conclude: «Per quanto riguarda l'auspicio che i 2100 infermieri della graduatoria possano venire assunti nei prossimi tre anni mi limiterò a due brevi calcoli: 700 infermieri per 3 maxi Asl toscane, 230 per anno. Sono numeri che assomigliano più alle cifre della sostituzione per il pensionamento che ad un piano di assunzioni vero e proprio».
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