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Prato

Organizzazione carente in ospedale Biffoni “tira le orecchie” all’Asl

Organizzazione carente in ospedale Biffoni “tira le orecchie” all’Asl

Blitz del sindaco e dell’assessore Biancalani: pronto soccorso promosso, bocciato invece il funzionamento della macchina nei reparti. Lunedì nuovo incontro col direttore generale

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PRATO. Un blitz al pronto soccorso per vedere di persona quel che sta accadendo. Lo hanno fatto la mattina di ieri il sindaco Matteo Biffoni e l'assessore al sociale Luigi Biancalani preoccupati dai numerosi allarmi lanciati negli ultimi giorni sul fronte ricoveri e attese al pronto soccorso, non solo a Prato ma in buona parte delle strutture ospedaliere toscane.

Poco prima delle 11 Biffoni e Biancalani hanno varcato l'ingresso del pronto soccorso, hanno dato un'occhiata in giro (situazione calma, ben diversa dai giorni precedenti) per poi chiudersi in una stanza con il direttore del pronto soccorso (nonchè coordinatore del settore delle emergenze di area vasta) Simone Magazzini e con il direttore dell'ospedale Roberto Biagini, promosso ultimamente direttore dello staff della direzione sanitaria aziendale.

«Quel che abbiamo potuto constatare - spiega il sindaco Biffoni - è che nel pronto soccorso l'attività gira e che i problemi sorgono quando si tratta di ricoverare i pazienti. Evidentemente c'è un problema di organizzazione che va oltre il funzionamento del pronto soccorso ma che il Santo Stefano non può, però, permettersi».

Defaillance, più o meno gravi, delle quali lunedì 9 gennaio, in tarda mattinata, Biffoni e Biancalani chiederanno conto al direttore generale Asl Toscana centro Paolo Morello Marchese in un incontro chiarificatore.

«Posto che il Comune sull'organizzazione dell'ospedale non ha alcuna competenza - afferma il sindaco - al direttore generale Asl, a nome di tutti i cittadini di Prato, andrò a chiedere un attenzione particolare proprio su quel fronte. Non ci possiamo infatti permettere situazione di tensione come quelle registrate i questo periodo. I cittadini di Prato danno giudizi ottimi sulla qualità del personale medico e infermieristico del Santo Stefano e per questo è necessario mantenere lo stesso livello anche sull'organizzazione. Un ospedale per intensità di cure è una macchina che deve girare ventiquattro ore al giorno, tutti i giorni della settimana, se si inceppa da qualche parte è un disastro. A Morello chiederemo che rallentamenti, ritardi, non accadano più. Il "come poter fare" è, però, compito dell'Asl capirlo e metterlo in pratica».

Magazzini e Biagini hanno presentato i numeri ai due amministratori pubblici: il pronto soccorso nel 2016 è stato letteralmente preso d'assolto superando i centomila accessi e arrivando al top della classifica toscana.

A fronte di questo, però, i ricoveri nel 2016, rispetto al 2015 e 2014, sono diminuiti tanto che Prato è la provincia con una percentuale di ingressi in corsia più bassa della Toscana: 12%. Dove sta dunque l'imbuto?

Anche secondo Biancalani - al netto della riorganizzazione interna di alcuni reparti del Santo Stefano con l'obiettivo di reperire nuovi posti letto - «miglioramenti notevoli si potranno avere mettendo di nuovo a registro il funzionamento della macchina». Tre le questioni, secondo gli amministratori, da rivedere: l'organizzazione (in particolare sul fronte delle lentezze nei ricoveri e dei ritardi nelle dimissioni), il personale (già insufficiente per quanto riguarda quello infermieristico ma probabilmente da gestire meglio nei periodi delle feste) e la questione dei posti letto.

«Noi insisteremo- conclude Biffoni - affinché la nuova palazzina del Santo Stefano venga effettivamente realizzata. Ma anche se dovessimo ottenere il via libera almeno tre o quattro anni per costruirla ci vorranno. Troppi. Abbiamo bisogno di risposte immediate: per questo bisogna continuare a lavorare, come già si sta facendo, per implementare le strutture territoriali, i posti letto dentro il Santo Stefano ma accompagnando tutto questo anche con una migliore organizzazione del lavoro».

Cristina Orsini

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