Il presidio
BpVi, ipotesi risarcimento al 15%
Le anticipazioni sull’offerta pubblica di transazione che verrà illustrata lunedì dalla banca
PRATO. Meglio un uovo oggi o una gallina, forse, domani? Migliaia di soci risparmiatori pratesi che hanno in tasca azioni della Banca popolare di Vicenza saranno chiamati da lunedì a risolvere l’annoso dilemma. In altre parole, la banca annuncerà pubblicamente una proposta di transazione che prevede il rimborso parziale, molto parziale, del valore delle azioni, comprate a 62,5 euro e ora valutate ufficialmente dieci centesimi. L’offerta pubblica di transazione, secondo anticipazioni uscite giovedì, dovrebbe prevedere un rimborso intorno al 15% dell’investimento, vale a dire 9,375 euro per azione, agevolazioni commerciali e un “warrant”, cioè un diritto di prelazione per l’acquisto delle future azioni della nuova banca quando BpVi si fonderà con Veneto Banca. In cambio agli azionisti verrà chiesto di rinunciare alle azioni legali contro BpVi.
Conviene? Oppure è una trappola? Alla domanda dovranno rispondere i 5.217 pratesi che hanno in portafoglio quelle che al momento sono carta straccia, azioni acquistate a 62,5 euro e tagliate a 48 nell’aprile dell’anno scorso prima di essere praticamente azzerate ancor prima del mancato sbarco in Borsa per l’altolà della Consob. Di fatto è qualcosa di molto simile a un concordato proposto da un’azienda in crisi, dinamiche che a Prato sono ben conosciute. Il discorso è il seguente: io, banca, rischio di fallire e in quel caso tu, cliente, recupererai ben poco di quanto hai investito; se però accetti la transazione recuperi una piccola parte dell’investimento e io posso andare avanti. Insomma, una pillola amara da buttare giù.
Per indorarla, già da martedì partiranno le lettere ai clienti, con la presentazione dell'offerta e l'invito a recarsi in filiale mentre si stanno concludendo gli incontri per preparare i direttori di filiale alla “campagna” transattiva. Martedì Fabrizio Viola, amministratore delegato di BpVi e presidente del comitato strategico di Veneto Banca, incontrerà i dipendenti a Vicenza e altrettanto potrebbe fare a Montebelluna Cristiano Carrus, amministratore di Veneto Banca. A Vicenza è stata allestita anche una “situation room” con la partecipazione di tutte le funzioni della banca coinvolte nell'operazione, a partire da quella legale, a disposizione di soci e dipendenti per gestire problemi e dipanare dubbi.
L'offerta, una sorta di “opa sulle cause”, durerà due mesi e riguarderà solo le azioni acquistate negli ultimi 5-7 anni. Per avere successo, secondo il presidente di Bpvi, Gianni Mion, dovrà trovare l'adesione dell'80% dei destinatari, in modo da abbattere i rischi legali e rendere la banca più appetibile. L'operazione non sarà semplice e le due banche stanno scaldando i motori per convincere i soci a firmare.
Repubblica ieri ha scritto che i piccoli risparmiatori potrebbero essere favoriti con un meccanismo che preveda una percentuale di risarcimento superiore a quella dei grandi azionisti. A BpVi l’operazione potrebbe costare intorno ai 300 milioni di euro.
Paolo Nencioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
