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La sorte del Creaf è segnata Il giudice decide sul fallimento

PRATO. La sorte del Creaf, il Centro di ricerca che avrebbe dovuto nascere in via Galcianese grazie a una pioggia di milioni pubblici, è segnata. Se il Tribunale non decreterà il fallimento, come ha...

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PRATO. La sorte del Creaf, il Centro di ricerca che avrebbe dovuto nascere in via Galcianese grazie a una pioggia di milioni pubblici, è segnata. Se il Tribunale non decreterà il fallimento, come ha chiesto la Procura, si arriverà a un difficile concordato liquidatorio, alla fine del quale l’ente mai nato morirà.

Lo scorso 29 dicembre il Creaf ha depositato il piano di concordato, ora sottoposto al giudice che valuterà se è sostenibile. L’ostacolo più grosso è rappresentato dalla Regione, che chiede indietro i soldi versati alla società in tre diverse tranche (circa 11 milioni). La Regione punta a essere qualificata come creditore privilegiato e se il giudice accetterà la tesi non ci sarà spazio per il concordato, in quanto il valore dell’immobile di via Galcianese è inferiore al debito verso la Regione. Per il Creaf il capannone vale un po’ più di 8 milioni di euro, per la Procura un po’ più di 6 milioni. Una differenza non da poco, che nell’idea della Procura riporterebbe il valore a prima della ristrutturazione, come se questa non ci fosse mai stata. Oppure come se il capannone fosse stato pagato a un prezzo superiore a quello di mercato.

Accanto alla procedura concordataria proseguono gli accertamenti dell’inchiesta penale nella quale l’amministratrice del Creaf Laura Calciolari risulta indagata per falso in bilancio.

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