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Fallimenti in calo, edilizia ancora in crisi
Nel 2016 sono state 117 le società che hanno “portato i libri in Tribunale”, l’anno passato erano state 166
PRATO. Un fallimento ogni tre giorni è stato presentato alla cancelleria del Tribunale di Prato nel 2016. Un numero di fallimenti per le aziende della provincia (117) più basso rispetto all’anno passato quando i fallimenti presentati furono 166, un balzo in avanti rispetto ai numeri degli ultimi 6 anni quando non sono mai stati superati i 130 crac aziendali.
Un elenco che non contiene i grandi casi - come invece è accaduto più volte negli anni passati - già raccontati dalle cronache locali: nel 2016 infatti i fallimenti hanno riguardato prevalentemente aziende medio piccole e non con passivi particolarmente elevati. E anche i settori sono trasversali con una crisi dell’edilizia che non si è arrestata e con lo strascico delle aziende tessili che sono uscite dagli anni della crisi più profonda (2009-2010) ma con handicap che negli anni successivi le hanno costrette a portare i libri in Tribunale. Tra queste anche alcune realtà che non sono riuscite a portare in fondo le procedure di concordato.
«Dobbiamo infatti evidenziare - spiega Fabrizio Franchi, commercialista esperto in crisi aziendali e per 20 anni presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti - che il 2015 fu un anno particolare perchè più società, non potendo andare a concordato a causa della norme restrittive introdotte (la necessità di pagare almeno il 20% ai creditori chirografari) furono obbligate alla via del fallimento. Quest’anno invece la situazione si è un po’ più riequilibrata anche se permane una forte crisi del settore edile e forse complice un miglioramento del settore tessile si è tornati ad avere dati in linea con gli anni precedenti».
Un dato quello dei fallimenti a cui va quindi sommato quello dei concordati che nel 2016 sono stati 20 (nulla rispetto ai dati ante 2010) e a quello del ricorso alla legge del sovraindebitamento per cui sono state presentate 26 domande. Si tratta di una procedura (dalla legge n. 3/12) che consente ai privati e alle piccole impresela cancellazione dei debiti pregressi (discharge) del debitore (persona fisica o ente collettivo ovvero consumatore) compresi quelli verso il fisco (Equitalia).
Sono invece in numero minore i numeri dei fallimenti che si sono chiusi: a fronte dei circa 40 dal 2010 al 2015 si è passati ai 17 e ai 6 procedimenti rispettivamente del 2015 e del 2016.
E anche per quest’anno tra le aziende che hanno presentato la richiesta di fallimento continuano ad esserci aziende con titolare cinese, fenomeno completamente nuovo per Prato dal momento che in passato pur cessando l’attività le società non arrivavano in Tribunale.
Ilenia Reali
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