Il presidio
Morto dopo 40 giorni Era caduto da una finestra
Tragico epilogo del diverbio per una donna tra un russo e un romeno Ora l’aggressore potrebbe dover rispondere di omicidio preterintenzionale
PRATO. E' morto a Capodanno, dopo oltre un mese di agonia e senza mai riprendere conoscenza, il russo di 41 anni che si era gravemente ferito precipitando dalla finestra di un appartamento al secondo piano del vicolo della Zecca, nella notte tra il 19 e il 20 novembre, mentre tentava di sfuggire a un romeno di 41 anni, ex compagno di una cinquantenne ucraina con la quale il russo era entrato nell'abitazione.
L'uomo cadde da un'altezza di circa 7 metri e le sue condizioni fin da subito erano apparse gravi. I medici non hanno potuto fare molto per salvarlo e ora il suo presunto aggressore, Avram Costin, rischia di dover rispondere di omicidio preterintenzionale. Sul momento il romeno fu denunciato per minacce aggravate e morte o lesioni in conseguenza di un altro reato. La morte del russo potrebbe aggravare la sua posizione.
Il sostituto procuratore Laura Canovai disporrà l'autopsia sulla salma del russo e poi farà le sue valutazioni. Bisognerà capire, e dimostrare, il nesso causale tra le minacce del romeno e la precipitosa fuga della vittima.
Nesso che, sulla base delle testimonianze raccolte dalla squadra mobile subito dopo il fatto, era apparso abbastanza chiaro.
Nell’appartamento del vicolo della Zecca, oltre alla cinquantenne ucraina, vivono altri stranieri. Alla polizia la donna disse di essere rincasata dopo la mezzanotte insieme al quarantunenne russo che aveva conosciuto nel corso del pomeriggio e col quale aveva fatto abbondanti bevute alcoliche. I due insomma non erano particolarmente lucidi quando sono tornati a casa, ma anche l’ex compagno romeno della donna forse aveva esagerato con l’alcol. Fu trovato a dormire in cucina, con la porta chiusa a chiave. La donna aveva notato la porta chiusa e voleva capire chi ci fosse dentro. Il romeno, ha raccontato la donna, non la prese bene. In particolare era innervosito dalla presenza del russo, nonostante la relazione con la cinquantenne ucraina fosse ormai finita. Ne nacque un acceso diverbio e un principio di colluttazione, fino a quando l’ucraina e il russo si rifugiarono nella camera da letto di lei.
Ma evidentemente la serata non era finita, perché il romeno si mise a tempestare di pugni la porta, voleva entrare a tutti i costi, e il russo si spaventò, tanto che quando il romeno riuscì finalmente a sfondare la porta lui tentò di calarsi dalla finestra, forse senza valutare bene l’altezza. Alla scena assistettero anche un paio di testimoni in strada, sentiti dalla squadra mobile.
Ora sulla base dell’autopsia e delle valutazioni della Procura, al romeno potrebbe essere contestato l’omicidio preterintenzionale, il reato di chi con percosse o lesioni finisce di causare la morte di una persona anche se questa non era la sua intenzione.
Paolo Nencioni
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