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«L’Asl non coinvolge i medici di base»
La polemica del segretario Fimmg Alessandro Benelli: «Il trend di vaccinazioni è troppo basso»
PRATO. Vaccino antimeningococco C: per il momento, è calma piatta negli ambulatori dei medici di famiglia, o quasi. Scorte di medicinale a sufficienza nei frigoriferi, oppure da ritirare all'occorrenza nei magazzini dell'Asl, per far fronte a un eventuale aumento delle richieste di vaccinazione. «Come sempre siamo disponibili - sottolinea il segretario della Fimmg pratese, Alessandro Benelli - ma la percezione è che la categoria non venga coinvolta in questa fase. Nessuno dall'Asl ci ha contattato». Basso finora il trend di vaccini somministrati da settembre a oggi, a fronte di una scarsa richiesta della popolazione. La percentuale dei cittadini vaccinati è ancora al di sotto dell'obiettivo del 90% e Benelli non le manda troppo a dire in velata polemica con l'Asl: «Si poteva avere una soglia di copertura più alta con un'organizzazione diversa senza accentrare tutto su una struttura. Penso, ad esempio, all'ambulatorio straordinario al centro "Giovannini. La paura è che, parlando di vaccini, si ripeta la corsa all'oro quando quell'oro è distribuito in oreficerie diverse». Altra patata bollente è quella dei numeri. Quanti sono veramente i pratesi cui è stato iniettato l'antidoto contro il meningococco C, tra chi s'è vaccinato al dipartimento di via del Lavarone e chi si è rivolto al proprio medico di famiglia o pediatra? «Sono mesi che chiediamo all'Asl di poter incrociare i registri dei soggetti vaccinati per avere un quadro più completo della situazione», lamenta Benelli.
Maria Lardara
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