Il Tirreno

Prato

Profughi, la Prefettura getta acqua sul fuoco

Il Comune polemizza e non accetta le spiegazioni date dal prefetto vicario Il vice sindaco: «Bisogna rispettare le quote stabilite nell’accordo Anci-Ministero»

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PRATO. Il Comune insiste sui profughi: abbiamo già dato. E la Prefettura cerca di buttare acqua sul fuoco della polemica: c’è un bando per 900 persone, ma la ripartizione seguirà altre logiche. Ecco il punto di una giornata, quella di ieri, che si è aperta con un incontro tra il vice prefetto vicario Livia Benelli e il vice sindaco Simone Faggi. Sul tavolo la questione del bando per l’accoglienza dei profughi, che prevede un tetto di 900 persone, oltre duecento in più di quelle attualmente ospitate in provincia di Prato, un bando che ha fatto arrabbiare il sindaco Biffoni e il suo vice Faggi.

Ora però la Prefettura prova a smorzare i toni. «Il bando è stato un atto necessario, un atto dovuto - spiega il vice prefetto Benelli - per garantire la regolarità contabile nell’assistenza ai profughi. In altre parole, se non avessimo fatto il bando non avremmo potuto pagare chi già se ne occupa (il consorzio Coop 22, ndr) e la cui convenzione scade il 31 dicembre». Nelle settimane successive e in attesa della stipula della nuova convenzione (quasi 20 milioni di euro in due anni) il consorzio composto da Pane e Rose, Santa Rita e Astir agirà in deroga. Questo non significa, assicura il vice prefetto, che a Prato si arriverà automaticamente al tetto dei 900 ospiti. «Un bando non è un obbligo a contrarre - spiega Livia Benelli - La copertura dei posti è legata alla ripartizione che verrà decisa a livello ministeriale e comunque d’intesa con l’Anci (l’Associazione dei Comuni, ndr). Ci auguriamo di non dover mai utilizzare il massimo della capienza».

E però in Comune non sono convinti. Per questo il vice sindaco Faggi ha voluto incontrare ieri il vice prefetto: «Per ribadire le nostre convinzioni, e cioè che bisogna rispettare le quote stabilite nell’accordo tra Anci e Ministero». Un accordo in base al quale Prato, in teoria, non dovrebbe accogliere altri profughi o richiedenti asilo. «Nessuno nega la necessità del bando - dice Faggi - Quello che diciamo è che l’aumento dei posti non è coerente con l’accordo. I numeri devono essere conseguenti con gli accordi, altrimenti salta tutto».

Per come la intende il vice prefetto, quel numero che ha fatto balzare sulla sedia gli amministratori (900), è un “incremento prudenziale”. In Comune invece pensano che sarebbe stato meglio scrivere un altro numero, perché fidarsi è bene e non fidarsi è meglio. Quanto all’ipotesi di usare le tende per accogliere gli immigrati, il vice prefetto è propensa a escluderla. Le tende ci sono già da un paio di anni (le tengono i vigili del fuoco) ma è considerata una soluzione da ultima spiaggia. (p.n.)

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