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Prato

Profughi, nuovo bando 20 milioni per 900 migranti

Profughi, nuovo bando 20 milioni per 900 migranti

Pubblicato dalla Prefettura scadrà il 17 gennaio. Sconcerto del vicesindaco Faggi: «C’è la circolare Alfano che blocca gli arrivi, collaboriamo tutti per renderla operativa»

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PRATO. Un bando da quasi venti milioni - in un biennio - per accogliere e dare ospitalità a 900 profughi. Duecentoventi in più di quelli attuali. E’ quello emesso dalla Prefettura, con scadenza alle 13 del 17 gennaio, per la gestione dei servizi “di prima accoglienza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale”. Il bando in vigore, vinto dal consorzio Coop 22 onlus (un raggruppamento formato da Santa Rita, Pane e Rose e Astir), scadrà il 31 dicembre prossimo. E se è ovvio che la gestione dei profughi (a Prato 680 in tutto, oltre ai 50 entrati nel circuito Sprar, il sistema centrale di protezione dei richiedenti asilo e rifugiati) necessiti di un nuovo affidamento, è l’asticella alzata fino a 900 migranti che qualche perplessità, in Comune, l’ha creata. «Senza dubbio chiedere la disponibilità per 200 posti in più rispetto agli attuali è incomprensibile perché la nostra città è già sopra quota - sottolinea il sindaco Matteo Biffoni, presidente Anci nazionale per l’immigrazione - Inoltre, questo bando va in contraddizione anche con quanto stabilito dal ministero degli Interni, sia con la circolare dell'ottobre scorso sulla clausola di salvaguardia, a firma dell'allora ministro Angelino Alfano, sia con quanto emerso dall'ultimo incontro con il nuovo ministro Marco Minniti presso il Viminale sul tema della ripartizione». Da tempo il sindaco ha fatto presente al prefetto di Prato Maria Laura Simonetti l'impossiblità per il nostro territorio di aumentare la quota di accoglienza: «In Italia, e anche in Toscana, esistono a tutt'oggi realtà che non fanno il loro dovere - prosegue - si vada lì a trovare nuovi posti se necessario. Trovo fuori da ogni logica fare un bando con numeri così elevati che superano di gran lunga anche le previsioni degli arrivi». Dello stesso tenore il commento del vicesindaco con delega all’immigrazione Simone Faggi: «Esiste una circolare Alfano - afferma che stabilisce che i Comuni del sistema Sprar passano in seconda linea nell’accoglienza. Non solo, la circolare, voluta da Anci prevede anche una quota di accoglienza di due migranti e mezzo ogni mille abitanti e Prato c’è arrivata». Il ragionamento di Faggi è semplice: «Collaboriamo tutti, Prefettura compresa, affinchè il riequilibrio previsto dalla circolare venga messo in pratica. E se forzature dovranno esserci perché gli sbarchi proseguono, che si obblighino all’accoglienza quella cinquantina di Comuni toscani da fin dall’inizio hanno detto no all’ospitalità». «Noi non siamo contrari all’accoglienza - conclude Faggi - ma è assurdo costringere le amministrazioni locali che si sono rese disponibili a irrigidimenti solo dannosi». Insomma, nonostante la calma apparente, la situazione sul fronte profughi è di nuovo tesa proprio a causa della gestione schizofrenica di Roma: una parte del ministero degli Interni avalla una circolare che con gradualità punta a riversare il carico di nuovi profughi su quei Comuni ancora “liberi”, un’altra parte dello stesso ministero - quella che fa capo alle prefetture - mette le mani avanti, butta nel cestino il riequilibrio e si prepara a nuove ondate di arrivi.

Il bando 2016 per la gestione dei servizi sui migranti ricalca quello precedente: forma di accoglienza diffusa su tutto il territorio della provincia, strutture con una capienza tra i 20 e i 40 ospiti, un costo pro capite per giorno che non deve superare i 33 euro più Iva. L’importo della gara è calcolato su 900 migranti: in totale 19 milioni 928.700 euro. Di cui 9 milioni 88.200 euro nel 2017 e 10 milioni 840. 500 euro nel 2018. Come nel bando precedente numeri e cifre sono indicative perché l’ammontare definitivo verrà calcolato sulle prestazioni effettivamente erogate moltiplicando il numero di migranti per il prezzo unitario offerto. Quali i servizi da garantire? Vitto e alloggio, assistenza sanitaria, servizio lavanderia, pulizia dei locali, disinfestazioni, prodotti per l’igiene personale, vestiario, il “pocket money”: 2,50 euro e persona, fino a un massimo di 7,50 euro a famiglia, una ricarica da 15 euro per il cellulare, servizi per l’integrazione, assistenza linguistica, sostegno psicologico, trasporti e molto altro. Tagliente il commento del consigliere d’opposizione Aldo Milone: «Il ministero sbeffeggia il nostro sindaco che da mesi sostiene che Prato non può accogliere nuovi profughi». Secondo Giorgio Silli (Fi): «I profughi vengono trattati come merce da dividere col pallottoliere senza tenere conto di quali città ce la fanno ancora e quali sono sature. Una sconfitta per Biffoni e Faggi».

Cristina Orsini

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