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Ladro rischia il linciaggio: picchiato a sangue dai cinesi
Un albanese è stato circondato dagli orientali e malmenato: ora è finito in carcere e un gruppo di orientali è indagato per lesioni. Una telecamera di sorveglianza ha ripreso la scena: "Immagini agghiaccianti"
PRATO. Ha rischiato di essere linciato da un gruppo di cinesi inferociti un albanese che era stato sorpreso a rubare nell’abitazione di un orientale ed è stato inseguito e picchiato a sangue prima di riuscire a sfuggire ai suoi aggressori. Ieri, 21 dicembre, i carabinieri del Nucleo investigativo diretti dal capitano Vitantonio Sisto hanno eseguito un’ordinanza di custodia in carcere firmata dal gip Francesco Pallini nei confronti dell’albanese, che è stato arrestato con l’accusa di furto, mentre i suoi aggressori sono indagati per lesioni personali aggravate.
È la conferma eclatante dell’esasperazione della comunità cinese di Prato di fronte ai sempre più frequenti furti, scippi e rapine di cui sono vittime gli orientali, da parte soprattutto di maghrebini ma anche, come in questo caso, di albanesi. L’episodio che ha fatto scattare le indagini coordinate dal sostituto procuratore Antonio Sangermano risale a circa un mese fa ed è accaduto nella zona a più alta concentrazione di residenti cinesi.
Un albanese, non è chiaro se in compagnia di un complice, è entrato in un’abitazione ed ha arraffato tutto quello che ha trovato di un certo valore, in particolare 2.500 euro in contanti, ma prima di riuscire ad allontanarsi è stato sorpreso dal padrone di casa, che si è messo a inseguirlo chiedendo manforte ai connazionali.
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La scena è stata ripresa da una telecamera di sorveglianza e chi ha visto le immagini assicura che sono agghiaccianti. Il ladro albanese, che per strada ha perso gli attrezzi da scasso, viene accerchiato da un gruppo di orientali che si mettono a picchiarlo selvaggiamente. Da tempo la Procura indaga sulle ronde cinesi, che si ipotizza siano state incoraggiate dall’Associazione Città del Cervo Bianco, ma in questo caso non si tratterebbe di una ronda, semmai di una reazione istintiva, e collettiva, a un furto sentito come l’ennesimo torto ingiusto.
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