Il presidio
Due imprenditori e un bancario a giudizio con l'accusa di truffa a un calciatore
Alessandro Gamberini, ex viola ora al Chievo, sostiene di aver versato un milione e 620mila euro per quello che doveva essere un affare che ora si sospetta sia stato un imbroglio
PRATO. Due noti imprenditori tessili pratesi, i fratelli Filippo e Alessio Paoli, e un funzionario della Banca di credito cooperativo di Vignole, Stefano Mangani, sono stati citati in giudizio dalla Procura con l'accusa di truffa al calciatore Alessandro Gamberini, già difensore della Nazionale, per molti anni alla Fiorentina e ora al Chievo. Il processo inizierà il prossimo 13 aprile.
Secondo quanto ipotizzato dal sostituto procuratore Laura Canovai, i due imprenditori, con la complicità del funzionario di banca, avrebbero convinto il calciatore a versare un milione di euro alla filiale della Bcc dicendo che avrebbe partecipato a un investimento molto remunerativo. In realtà quel milione sarebbe servito per aprire un pegno a garanzia di una cospicua esposizione debitoria dei due imprenditori. I fatti risalgono al 2011 e secondo la Procura il funzionario della banca, difeso dall’avvocato Antonio D’Avirro, sarebbe stato cosciente del fatto che poteva trattarsi di un raggiro.
Non solo. Qualche tempo dopo Gamberini sarebbe stato convinto anche a firmare una fideiussione di 620.000 euro a favore dei due imprenditori nell'ambito di un'operazione che doveva essere un leasing immobiliare. Un anno più tardi la fideiussione è stata azionata perché l'azienda dei due imprenditori si è rivelata non più solvibile. Risultato: a Gamberini è arrivato un decreto ingiuntivo, al quale si è opposto in sede civile, e il calciatore ha capito di essere stato imbrogliato. Nonostante gli abbiano restituito 270.000 euro, nel 2014 Gamberini ha sporto querela in Procura facendo scattare l'indagine del sostituto Canovai che in questi giorni si è chiusa. Il magistrato ha inviato l'avviso di conclusione indagini agli indagati, ma i due imprenditori, difesi dall’avvocato Enrico Guarducci, non si sono presentati in Procura.
Secondo la versione della difesa le cose starebbero in maniera molto diversa. In altre parole Alessandro Gamberini sarebbe stato perfettamente consapevole che stava facendo un favore ai due fratelli Paoli col versamento del milione a garanzia dell’esposizione debitoria e poi della fideiussione. Solo quando le cose si sono messe male, con la prospettiva di perdere un sacco di soldi, si sarebbe deciso a sporgere denuncia.
Il calciatore aveva anche fatto affari coi due fratelli Paoli, che a loro volta sono stati soci di un ex viola come Adrian Mutu nell’agriturismo “Sottotono” di Carmignano.
Poi le cose hanno iniziato ad andare male e a rendere tutto più difficile c’è stato l’incendio dello yacht dei Paoli, il 24 marzo 2011 a Sarzana. Per la giustizia si trattò di una tentata truffa all’assicurazione e per questo Filippo Paoli ha patteggiato una pena a un anno e quattro mesi.
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