Il presidio
La “Festa delle Luci” si spegne tra le polemiche
Non ci sarà l’edizione 2017 della kermesse cinese che tanta gente richiamò in febbraio II Comune: «Raccolta differenziata poi si vedrà». Il Comitato: «Rischio ghettizzazione»
PRATO. Natale è alle porte ma c'è chi, nel quartiere del Macrolotto 0, pensa ad un'altra festa sperando che non venga più riproposta. E in effetti non ci sarà un bis per la "Festa delle Luci". E' presto dissipato il dubbio che tiene sveglio la notte il comitato di via Pistoiese - Macrolotto 0 capitanato da Bruno Gualtieri, tanto da organizzare una conferenza stampa per dire no ai tre giorni di festeggiamenti che colorarono nel febbraio scorso le strade di Chinatown, così da trasformarle in un'attrazione turistica e in un momento di aggregazione tra cinesi e italiani. Addio alle magiche lanterne, alle scope "cacciaguai", al rito del thè e a tutte le tradizioni cinesi da scoprire in casa nostra. Il motivo? Agli occhi del Comune la comunità cinese deve prima superare il test della raccolta porta a porta. Allora forse sì che la "Festa delle Luci" (la prima edizione, a cura dello Spazio Compost, fu finanziata dalla Regione Toscana: bilancio di 10mila visitatori) tornerà nel 2018.
Ma andiamo per ordine. «Questo evento non funge da volano verso l'integrazione ma anzi la ostacola divenendo, di fatto, un'aperta ghettizzazione del quartiere a vantaggio di una sola etnia: quella cinese». Chiaro e netto l'incipit della lettera scritta dal Comitato inviata al Comune. In conferenza stampa Gualtieri picchia più duro. «Se è vero che l'amministrazione non vuole creare ghetti, non può perdere questa occasione». Un palcoscenico alternativo potrebbe essere piazza del Mercato Nuovo e lo spazio fiera in viale Marconi ma guai a replicare la "Festa delle luci" nel Macrolotto 0. L'unica concessione è per la sfilata del dragone che ha una tradizione ultradecennale. Tanto rumore per nulla: niente "Festa delle Luci" «ma non perché lo chieda un comitato», per dirla con l'assessore all'ambiente Filippo Alessi.
Il Comune dichiara di non voler archiviare defintivamente la "Festa delle Luci" di cui non è secondario l'aspetto economico: l'edizione 2016 fu possibile grazie a un finanziamento di 35mila euro a spese della Regione. «Quell'iniziativa c'era piaciuta - ammette Alessi - e non è escluso che la si possa replicare nel 2018 ma solo se vengono condivise le regole dalla comunità cinese, nello specifico, rispetto alla raccolta differenziata dei rifiuti appena partita nel Macrolotto 0. Il passaggio al porta a porta è un test cruciale per il quartiere». Di sicuro la decisione assunta dalla giunta è un modo per mettere alla prova il senso di responsabilità del mondo cinese su un tema "caldo". Non è la prima volta che accade. Correva l’anno 2007, l'ex assessore alla multiculturalità Andrea Frattani vieta la sfilata del dragone per le strade di Chinatown. Una provocazione come invito alle associazioni cinesi a una maggiore collaborazione. Certo, il corteo che quest'anno saluterà l'anno del Gallo (28 gennaio) fino a piazza del Comune non è in discussione ma rimane la volontà di "tastare il polso" la comunità cinese. In realtà, un progetto per un'edizione numero due della festa era pronto. L'aveva messo piedi un cartello di associazioni italiane e cinesi (tra cui Spazio Compost, Chi-na e Dryphoto), agli inizi di ottobre. Una Festa delle Luci" spalmata su tre giorni ma capace di coinvolgere anche il centro storico. «Abbiamo fatto un tentativo cercando anche d'interloquire con il comitato dei residenti visto che ci rimproveravano di aver calato dall'alto la festa - fa sapere la regista Cristina Pezzoli di Compost - Non hanno mai voluto incontrarci, alla fine ci siamo tirati indietro dopo un confronto col Comune. In ogni caso, non ci sarebbero state più le risorse della Regione».
Maria Lardara
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