Il presidio
Detenuto appicca il fuoco Tre agenti intossicati
PRATO. Un detenuto italiano di 30 anni, con problemi psichiatrici, giovedì sera ha appiccato il fuoco nella sua cella di isolamento nel carcere della Dogaia e tre agenti di custodia sono rimasti...
PRATO. Un detenuto italiano di 30 anni, con problemi psichiatrici, giovedì sera ha appiccato il fuoco nella sua cella di isolamento nel carcere della Dogaia e tre agenti di custodia sono rimasti intossicati dal fumo. Il personale di vigilanza ha dovuto allontanare il detenuto, ma è intervenuto anche per mettere in sicurezza il resto della sezione, che è stata evacuata. Ne dà notizia il coordinatore territoriale della Uilpa polizia penitenziaria di Prato Massimo Lavermicocca. «Solo grazie all'intervento dei colleghi - si legge in una nota - si è evitato il peggio». Durante le operazioni di salvataggio tre agenti di polizia penitenziaria sono finiti al pronto soccorso dove hanno trascorso la notte, per le esalazioni del fumo respirato nella sezione. Gli agenti sono stati giudicati guaribili in sette giorni. «Ancora una volta - scrive la Uil - registriamo gravi situazioni di disagio nei confronti del personale di polizia penitenziaria, che paga le deficienze dell'amministrazione sul piano organizzativo e gestionale della struttura pratese finanche in termini di risorse umane strumentali e tecniche, che sembrano latitare». Giovedì sera alla Dogaia era in corso la "cena galeotta" con alcune associazioni di volontariato ma i locali dove si svolgeva l'iniziativa non sono stati interessati dall'incendio.
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