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Prato

Detenuto appicca il fuoco in cella, tre agenti intossicati

Il carcere della Dogaia
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Il carcere della Dogaia

Una sezione del carcere della Dogaia è rimasta al buio ed è stata evacuata per consentire le operazioni di spegnimento dell'incendio. Nella casa circondariale era in corso la "cena galeotta". Allarme della Cgil: "Il reparto isolamento occupato da detenuti abusivi"

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PRATO. Un detenuto italiano di 30 anni, con problemi psichiatrici, nella serata del 15 dicembre ha appiccato il fuoco nella sua cella di isolamento nel carcere della Dogaia e tre agenti di custodia sono rimasti intossicati dal fumo. Il personale di vigilanza ha dovuto allontanare il detenuto, ma è intervenuto anche per mettere in sicurezza il resto della sezione, che è stata evacuata. Ne dà notizia il coordinatore territoriale della Uilpa polizia penitenziaria di Prato Massimo Lavermicocca. "Solo grazie all'intervento dei colleghi - si legge in una nota - si è evitato il peggio". Durante le operazioni di salvataggio tre agenti di polizia penitenziaria sono finiti al pronto soccorso dove hanno trascorso la notte, per le esalazioni del fumo respirato nella sezione. Gli agenti sono stati giudicati guaribili in sette giorni. "Ancora una volta - scrive la Uil - registriamo gravi situazioni di disagio nei confronti del personale di polizia penitenziaria, che paga le deficienze dell'amministrazione sul piano organizzativo e gestionale della struttura pratese finanche in termini di risorse umane strumentali e tecniche, che sembrano latitare".

Giovedì sera alla Dogaia era in corso la "cena galeotta" con alcune associazioni di volontariato ma i locali dove si svolgeva l'iniziativa non sono stati interessati dall'incendio. Le fiamme però hanno bruciato alcuni cavi elettrici e il reparto isolamento è rimasto completamente al buio.

"Alla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari non sono corrisposte politiche di accoglienza alternativa per i detenuti affetti da disagio psichiatrico - ha commentato Sandro Malucchi, segretario della Funzione pubblica Cgil di Prato - Una tale carenza organizzativa e la mancanza di una risposta che abbia il segno di una scelta di civiltà ha messo a rischio gli altri detenuti e ha provocato lesioni giudicate guaribili in sette giorni per tre agenti di polizia penitenziaria della Dogaia". Il coordinatore regionale della polizia penitenziaria della Cgil Donato Nol ha espresso "solidarietà ai tre colleghi rimasti feriti nell'esercizio della propria funzione", nonché "perplessità e preoccupazione per la scarsa attenzione dedicata dall'amministrazione ai problemi, organizzativi e di sicurezza, che le organizzazioni sindacali stanno da tempo manifestando". Secondo Malucchi, la mancanza di attenzione ai problemi segnalati al direttore del carcere rischia di produrre effetti incontrollati. "Abbiamo segnalato anche nel settembre scorso il problema del reparto isolamento che è perennemente e inopportunamente occupato da detenuti "abusivi" che vi restano per mesi o anni e invece che per il tempo necessario per scontare il provvedimento disciplinare. Proprio in quel reparto si  sviluppato l'incendio che doveva e poteva essere evitato".

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