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Il Comune condanna la manifestazione contro la moschea
Il circolo Etruria 14 ha indetto per sabato 17 una marcia di protesta contro l'ipotesi di costruire una moschea in piazza del Mercato Nuovo. Il sindaco Biffoni: "La libertà di culto è riconosciuta dalla Costituzione". Al corteo aderisce anche la Lega Nord
PRATO. "La libertà di culto è un diritto riconosciuto dall'articolo 19 della Costituzione italiana che è il nostro punto di riferimento. I valori costituzionali sono quelli che ci ispirano e l'iniziativa di sabato è assolutamente in antitesi con questi valori. Manifestare contro i diritti degli altri è intollerabile". Il sindaco Matteo Biffoni a nome dell'amministrazione comunale prende le distanze dalla manifestazione di un'associazione di ispirazione neofascista (il circolo Etruria 14) che ha organizzato per sabato 17 dicembre un corteo contro la possibile costruzione di una moschea da parte di alcuni cittadini di fede musulmana. La manifestazione ha il permesso delle autorità competenti dal momento che non vengono ravvisati problemi di sicurezza e ordine pubblico.
Nei giorni scorsi, dopo l'idea lanciata dall'associazione musulmana "La Speranza" di costruire una moschea con tanto di minareto in piazza del Mercato Nuovo, il vice sindaco Simone Faggi si era detto contrario alla costruzione del minareto, senza chiudere le porte alla costruzione di una moschea quando sarà presentato un progetto esecutivo dell'opera.
La Lega Nord ha annunciato che aderisce alla manifestazione di sabato. I militanti si ritroveranno nella sede di via Canto alle Tre gore alle 15,45 per poi raggiungere piazza dell'Università, da dove partirà il corteo. “Al di là delle convinzioni politiche e degli schieramenti – dice Patrizia Ovattoni, segretaria provinciale della Lega Nord – noi aderiamo per sottolineare ancora una volta come non ci si debba piegare a richieste che arrivano da chi nega i principi di reciprocità in base a regole dettate dagli estremismi religiosi. Sappiamo bene come altrove le moschee siamo diventate luoghi non di preghiera ma di reclutamento di terroristi e di divulgazione di dottrine religiose basate sul fanatismo. Dobbiamo dimostrarci capaci di dire no a chi per primo ci dice no”.
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