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Imu e Tasi: attenzione alle diverse aliquote dei comuni
Il 16 dicembre è l'ultimo giorno per pagare il saldo. Guida al pagamento della tassa nei comuni di Montemurlo, Vaiano, Vernio, Cantagallo, Poggio a Caiano e Carmignano
PRATO. Nodo al fazzoletto e cerchietto rosso su venerdì 16 dicembre. Nove giorni prima di Natale (con le tredicesime in arrivo, per chi ha un lavoro da dipendente) vanno infatti pagate le tasse sulla casa. O meglio, va pagata la seconda rata: pari esattamente all'importo versato a giugno, se l'immobile è posseduto da gennaio e per l'intero anno. Non tutti però devono farlo. Dal 2016 infatti la tassa non è più dovuta sull'abitazione principale, sempre che non sia di lusso: esenti anche il primo garage, cantina o tettoia (aperta o chiusa che sia). Venticinque milioni di italiani dovranno comunque mettere mano al portafoglio per saldare entro venerdì quanto dovuto di Imu (la tassa che nel 2012 ha sostituito l'Ici) e di Tasi (il contributo sull'illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade ed altri servizi chiesto ai proprietari ma talvolta anche a chi è in affitto). Ed anche in provincia di Prato molti dovranno così farlo. Per una casa data in affitto si possono pagare quasi seicento euro, solo con la seconda rata: se tenuta a disposizione anche di più.
Nella piccola Cantagallo, in Vallata, il Comune contava di incassare solo di Imu, per tutto l'anno, un milione e 50 mila euro (al netto di 190 mila euro da girare allo Stato). Dopo anni di caos, esenzioni ed aliquote che sono più volte cambiate nel tempo, l'anno si chiude senza novità sul pagamento. Ed è già qualcosa che rasserena: quantomeno semplifica la vita ai contribuenti. Il governo aveva bloccato le aliquote di tutti i tributi locali, ferme al 2015. Sono confermate così la riduzione del 25% per chi affitta gli immobili a canone concordato e del 50% per chi concede le case in comodato ai figli o genitori, sempre che il contratto sia registrato e il familiare sia anagraficamente residente e l'utilizzi come abitazione principale. L'aliquota, certo, la determina il Comune, ma un punto resta fermo. In passato c'erano amministrazioni che avevano scelto di assimilare l'abitazione in comodato a quella principale, altre la consideravano come un qualsiasi immobili in affitto. Niente più Imu neppure sui terreni di proprietà di agricoltori e imprenditori del settore e, comunque sia, nei comuni montani. Rispetto al passato regolamenti ed aliquote si sono fatti più omogenei, ma non mancano differenze: anche tra i sei comuni della provincia di Prato, capoluogo escluso.
ESENTATI DALL'IMU. Iniziano dai punti comuni a tutti. Sull'abitazione principale l'Imu si paga solo sulle case di lusso, ovvero quelle accatastate nelle categorie A1, A8 e A9: le altre sono esenti ma va pagata su garage (C6), cantine (C2) e tettoie (C7) di pertinenza, dal secondo in poi nel caso se ne possieda più di uno per tipologia. Attenti però: l'esenzione sull'abitazione principale (non di lusso) vale solo se vi si abita. Altrimenti sarà considerata come seconda casa, anche se non si possiedono altri immobili. L'unica eccezione ammessa riguarda gli anziani ospiti di residenze sanitarie, se il Comune lo ha deliberato, o chi vive all'estero e riscuote una pensione straniera. Dispensati dal pagamento anche i fabbricati rurali strumentali, le case popolari, le abitazioni in housing sociale e quelle assegnate dalle cooperative indivise ai soci, oltre alle case assegnate a personale di polizia, forze armate o vigili del fuoco. Su tutti gli altri immobili, magazzini e laboratori, negozi e fondi, l'Imu si paga e l'aliquota non può essere inferiore allo 0,76 per cento, che è la quota incamerata dallo Stato.
QUANDO NON PAGA IL PROPRIETARIO - Nel caso di usufrutto, di un casa assegnata al coniuge superstite o all'ex coniuge dal giudice, non paga il proprietario dell'immobile ma chi ha il diritto di utilizzarlo.
ESENTATI DALLA TASI - Dal 2016 non si paga la Tasi sulle case utilizzate dal proprietario come abitazione principale, sempre se non di lusso Se due coniugi risiedono in case diverse nello stesso comune, solo una avrà l'esenzione; se gli immobili sono in comuni diversi, entrambi avranno l'esenzione. Se la casa è affittata l'inquilino deve pagare una quota della Tasi (tra il 10 e il 30% a seconda di quanto previsto dalla delibera comunale), ma solo se non ha residenza e dimora abituale nell'immobile. Altrimenti non deve nulla. Mentre il proprietario pagherà comunque solo la quota a lui spettante senza sobbarcarsi quella dell'inquilino. Su tutto il resto la decisione è rinviata al Comune: c'è chi così tassa negozi e laboratori e chi no, chi esenta le case di lusso e chi invece le considera ma con tutta una serie di possibili sconti.
COME SI PAGA IL SALDO IMU E TASI - Per capire quanto pagare occorre partire dal valore catastale dell'immobile (che non è quello di mercato, ma in genere più basso) rivalutato del 5 per cento e poi moltiplicato per un coefficiente variabile, a seconda della categoria dell'immobile, che è ad esempio 160 per le case, 140 per scuole, case di cura, biblioteche e laboratori, 80 e 60 per uffici e locali strumentali, 55 per i negozi. A questo punto va applicata l'aliquota del proprio Comune, diversa per Imu e Tasi. Il risultato è la tassa dovuta per l'intero anno e l'intero immobile: occorrerà dunque calcolare i mesi e le quote di possesso. Nel caso di abitazione di lusso utilizzata coma prima casa si possono continuare a scontare 200 euro, la detrazione riservata per le abitazioni principali. Sotto dodici euro la tassa non va pagata. I Comuni non inviano a casa nulla di precompilato. Spetta, quindi, ai contribuenti compilare il bollettino: si può utilizzare quello postale oppure il modello F24 (in banca). Sui siti di quasi tutti i Comuni ci sono comunque calcolatori che aiutano a determinare l'importo dovuto. Anche se Imu e Tasi riguardano lo stesso immobile occorre compilare due moduli distinti. Se queste sono le regole che valgono per tutti, ogni Comune è libero di dettagliare come meglio crede i singoli casi. Ed ecco dunque le diverse aliquote che si applicano in provincia.
POGGIO A CAIANO. Nel più piccolo dei due comuni medicei l'aliquota ordinaria per l'Imu è lo 0,96 per cento: è quella che si paga, ad esempio, per una casa affittata o sul secondo garage e cantina. Su un'abitazione sfitta e tenuta a disposizione l'aliquota sale all'1,06 per cento, diventa lo 0,76 su negozi, fondi, alberghi, opifici, laboratori produttivi, cinema e case di cura (ovvero le categorie D, tolti gli immobili strumentali agricoli, e C/1 e C/3). Nel caso abitazioni affittate a canone concordato l'aliquota è ancora diversa (0,66 per cento), la stessa di case in comodato gratuito a parenti di primo grado che vi risiedono, i quali possono usufruire di un ulteriore sconto del 50 per cento. Per gli immobili di lusso utilizzati come prima casa (A1-A8-A9) e relative pertinenze si paga lo 0,45 per cento. La Tasi dovuta sulle case di lusso è pari allo 0,15 per cento, con detrazioni decrescenti da 200 euro fino a zero, inversamente proporzionali al valore dell'immobile a cui si sommano 30 euro per ogni figlio fino a ventisei anni che vive con i genitori e 50 euro nel caso in famiglia qualcuno abbia un handicap. Su tutti gli altri immobili si paga lo 0,1 per cento: per le case in affitto il proprietario deve l'80 per cento e l'inquilino (se non residente) il 20 per cento.
CARMIGNANO. Nel più grande dei comuni medicei del Montalbano le case sfitte pagano di Imu l'1,06% (ma solo lo 0,3 rimane al Comune) e le case di lusso adibite ad abitazione principale (A1, A8 e A9) lo 0,45 per cento con 200 euro di detrazione. L'aliquota base è lo 0,86 per cento, che si applica a tutti gli altri casi, compresi negozi e laboratori. E' più bassa che nella vicina Poggio a Caiano, dove però i fondi commerciali godono di una ulteriormente ridotta. La buona notizia arriva comunque dalla Tasi: dal 2016 si paga solo sui fabbricati già finiti di costruiti ma non ancora venduti ed è pari allo 0,1 per cento. Per tutti gli altri immobili è stata cancellata.
VAIANO. Dal Montalbano alla Vallata. A Vaiano l'aliquota ordinaria Imu sale allo 0,93 per cento, quella cioè che si applica ad immobili che non prevedono casi particolari: è anche la stessa che riguarda case in comodato gratuito. Sugli immobili di lusso e pertinenze utilizzate come abitazione principale (A1-A8 e A9) si paga lo 0,4 per cento, lo 0,76 su cinema e teatri e lo 0,90 per cento su opifici, negozi, laboratori ed altri fondi commerciali ma non su banche (1,06%) o fabbricati per attività produttive agricole (esenti). Anche per le case in affitto - comprese quelle a canone concordato - l'aliquota è lo 0,90 per cento, se chi vi abita vi prende la residenza. Altrimenti sale all'1,06 per cento, come per le case sfitte e tenute a disposizione. Sulle abitazioni principali di lusso la Tasi si calcola allo 0,2 per cento, ma la tassa si azzera se il proprietario o un altro membro della famiglia è portatore di handicap grave. Aliquota identica anche per i fabbricati finiti di costruire ma ancora in vendita.
VERNIO. A Vernio sale ulteriormente l'aliquota ordinaria Imu: l'1,03 per cento. Negozi e laboratori pagano appena meno: l'1 per cento. Sulle abitazioni principali (ma la tassa è dovuta solo da chi abita in una casa di lusso, accatastata come A1-A8 o A9) l'aliquota scelta è lo 0,4 per cento, con 200 euro di detrazione. Per immobili inagibili per eventi calamitosi ed ordinanza del sindaco il conto va fatto sullo 0,46 per cento. Quanto alla Tasi, l'imposta grava solo sulle case di lusso e relative pertinenze (0,2 per cento) e su fabbricati ultimati di costruire ed ancora in vendita (stessa aliquota).
CANTAGALLO. Nel comune estremo (e meno popolato) della Val di Bisenzio l'aliquota ordinaria per l'Imu è lo 0,96 per cento. Chi ha una casa sfitta paga l'1,06 per cento. L'aliquota per le case di lusso utilizzate come abitazione principale è lo 0,4 per cento (con 200 euro di detrazione) e lo 0,46 per cento quella di immobili inagibili a seguito di calamità. Semplici le istruzioni anche per la Tasi: 2 per mille per ville e villette utilizzate come abitazioni principali ed accatastate come A1, A8 e A9, 2 per mille per fabbricati finiti di costruire ma non ancora venduti.
MONTEMURLO. Ad ovest di Prato l'Imu si fa in cinque: cinque sono infatti i casi individuati dal Comune. C'è l'aliquota ordinaria: 0,93 per cento. C'è l'aliquota per le case di lusso utilizzate come abitazione principale: 0,6 per cento. Le case affittate a canone concordato pagano lo 0,76 per cento. Le case sfitte sono tassate all'1,06 per cento, come le aree edificabili e i terreni. Non pagano naturalmente, come altrove, le case di cooperative a proprietà indivisa, gli alloggi sociali, l'abitazione assegnata all'ex coniuge e i terreni agricoli. Per la Tasi l'aliquota è il 2,5 per mille per i fabbricati finiti di costruire ma non ancora venduti e l'1 per mille per tutti gli altri immobili (compresi quelli agricoli) ma escluse le abitazioni principali e gli immobili sfitti da oltre due anni: il 90 per cento è a carico del proprietario e il 10 per cento di chi realmente gode del bene.
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