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Prato

Il levriero Olympia “tata” dei bimbi autistici

«Sa che mio figlio adesso vede un cane e, di sua iniziativa, va dal padrone e chiede se può accarezzarlo? Questo è il miracolo che ha fatto Olympia». A parlare è la madre di un bambino autistico che...

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«Sa che mio figlio adesso vede un cane e, di sua iniziativa, va dal padrone e chiede se può accarezzarlo? Questo è il miracolo che ha fatto Olympia». A parlare è la madre di un bambino autistico che oggi ha 10 anni e che quando era piccolo è stato “seguito” dal Levriero Galgo di Diana Salvadori. Un percorso realizzato dalla psicoterapeuta insieme a psicologi e genitori, negli ambulatori di neuropsichiatria infantile al Giovannini. «Quando era piccolo mio figlio aveva terrore dei cani - racconta la madre - invece adesso si avvicina senza problemi». Durante gli incontri con Olympia al Giovannini, anche un gesto semplice come preparare il pasto per il cane diventava un'occasione per imparare a seguire il ritmo degli altri. «I bambini coinvolti in questa esperienza avevano varie difficoltà, disturbi da spettro autistico, disabilità psicofisiche - precisa Salvadori - con l'attività abbiamo raggiunto una serie di obiettivi: distrarre il bambino da un ambiente medicalizzato per rendere l'esperienza ospedaliera più un'avventura che un luogo di disagio, calmando stati di ansia, stimolando il miglioramento dello stato generale di salute fisica e psicofisica applicando piccoli esercizi di gioco, cura e nutrimento del cane». E' proprio l'esperienza sensoriale del toccare, accarezzare, annusare che ha catturato i bambini, li ha stimolati all'attenzione e a relazionarsi ma anche rispettare i limiti del cane.

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