Il presidio
Asm va a cena coi cinesi per spiegare il porta a porta
Incontro al Pecci coi rappresentanti delle associazioni della comunità orientale Milone non gradisce: «Chiederò le dimissioni di presidente e direttore»
PRATO. Si contano sulle dita di una mano i cinesi che hanno partecipato alle assemblee promosse da Asm per spiegare la raccolta porta a porta che scatterà il prossimo 12 dicembre al Macrolotto zero e dunque anche a Chinatown. E allora la municipalizzata dei rifiuti ha deciso di coinvolgere i notabili della comunità orientale perché spieghino ai loro connazionali come funziona il sistema. È questo il senso di una cena che si è svolta martedì sera al Museo Pecci e che ha già fatto storcere il naso al consigliere comunale Aldo Milone, che su Facebook preannuncia la richiesta di dimissioni per il presidente e per il direttore di Asm.
Alla cena, oltre al viceconsole di Firenze, hanno partecipato una trentina di cinesi, referenti delle principali associazioni orientali, che poi hanno visitato la mostra “La fine del mondo”. Il menù è stato curato dallo chef Angiolo Barni e si dice che sia costato 70 euro a testa. Sandro Gensini, direttore di Asm, non ricorda esattamente quanto la municipalizzata abbia speso per l’iniziativa, ma ne difende la filosofia.
«Sappiamo come vanno le cose nella comunità cinese - spiega - e per questo abbiamo deciso di contattare i soggetti che sono in grado di spiegare ai loro connazionali quello che accadrà dal 12 dicembre in poi. Ci è sembrato un modo efficace per far arrivare il messaggio».
Il consigliere Milone la pensa in maniera diametralmente opposta, scrive che è stato dato uno schiaffo morale ai pratesi italiani e si chiede perché iniziative simili non siano state fatte per altre comunità.
«La comunicazione non è mai a costo zero - osserva Gensini - Se abbiamo investito qualche migliaio di euro in questa iniziativa, non bisogna dimenticare che il conferimento dei rifiuti da parte della comunità cinese alla fine dell’anno è un affare da milioni di euro, dunque credo che sia stata un’iniziativa opportuna».
Oltre alla novità del porta a porta, nel corso della cena si è parlato anche del problema della deassimilazione, in altre parole del fenomeno dei sacchi neri di scarti tessili delle confezioni orientali che nei mesi scorsi sono stati disseminati un po’ ovunque da chi voleva risparmiare sullo smaltimento. Da qualche tempo, a causa dei controlli più rigidi, i sacchi neri hanno fatto la loro comparsa anche nei comuni limitrofi, in provincia diPistoia ma anche in provincia di Firenze. Anche su questo i notabili della comunità cinese sono stati sollecitati a dare un messaggio chiaro a propri connazionali perché si comincia a smaltire i rifiuti speciali nella maniera più corretta.
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