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Polemiche sui contributi «Dovevano essere volontari»

Polemiche sui contributi «Dovevano essere volontari»

PRATO. Oltre alla questione degli stage non retribuiti durante il periodo natalizio, la professoressa Francesca Naldini, – che è anche rappresentante Unicobas per l’istituto – il Circolo Pascoski e...

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PRATO. Oltre alla questione degli stage non retribuiti durante il periodo natalizio, la professoressa Francesca Naldini, – che è anche rappresentante Unicobas per l’istituto – il Circolo Pascoski e il Coordinamento per una Scuola Libera hanno evidenziato anche altri problemi legati all’Istituto Datini, che saranno discussi in occasione dell’assemblea del 14 dicembre prossimo. Come quella dei contributi economici volontari chiesti annualmente ai genitori da parte della scuola, che ammonterebbero a 50 euro a studente.

«La scuola pubblica è libera e gratuita – spiegano i promotori dell’assemblea – Imporre pagamenti facoltativi come se fossero obbligatori, minacciando la bocciatura o la non ammissione agli esami è un ricatto inaccettabile».

È di due anni fa a questo proposito l’esposto presentato in Procura dalla professoressa Naldini e da Unicobas nei confronti del dirigente scolastico Daniele Santagati.

«Anche per quest’anno non è molto chiaro nella circolare emessa dal dirigente come verranno spesi gli oltre 122mila euro incassati attraverso i contributi volontari delle famiglie» afferma il segretario regionale di Unicobas Toscana Claudio Galato. Una scarsa trasparenza è ciò che imputano anche alla gestione amministrativa dell’istituto in generale i promotori dell’assemblea del 14 dicembre, che chiedono che venga reso conto nel dettaglio di come sono gestite le risorse della scuola. Altra questione, le condizioni in cui versa la struttura che ospita l’istituto. «Nonostante sia stato rinnovato nel 2009, l’edificio è fatiscente – spiega la Naldini – . In alcune classi gli studenti sono costretti a tappare i buchi nelle finestre con il nastro adesivo. Senza contare il fatto che la maggior parte delle aule sono sovraffollate e non rispettano le normative sulla sicurezza». (f.p.)

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