Il Tirreno

Prato

Pacemaker difettosi, richiamati 20 pazienti a Prato

La sede della St Jude Medical
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La sede della St Jude Medical

Caso St Jude Medical, sono 171 i soggetti coinvolti nell'area dell'Asl Toscana Centro: 113 nell’area fiorentina, 4 nell’area empolese, 34 in quella pistoiese e 20 in quella pratese. Le istruzioni del cardiologo: "Quando sentite la vibrazione vuol dire che la batteria si sta scaricando"

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PRATO. Sono 20 i pazienti pratesi richiamati dal centro cardiologico di riferimento per un controllo in seguito al caso dei defibrillatori difettosi prodotti dalla multinazionale St Jude Medical. Lo rende noto l'Azienda sanitaria locale Toscana Centro.

In totale nella AUSL Toscana centro i pazienti in follow up sono 171: 113 nell’area fiorentina, 4 nell’area empolese, 34 in quella pistoiese e 20 in quella pratese. Il problema presentato da questi apparecchi è la scarica precoce della batteria. Tale fenomeno è stato rilevato in una piccolissima percentuale di dispositivi, intorno al 2 per 1000. L’allarme nasce dal fatto che si tratta di dispositivi salvavita. Infatti il defibrillatore cardiaco, oltre a svolgere la funzione di pacemaker e a regolare i ritmi lenti del cuore, può riconoscere anche una aritmia cardiaca a ritmi elevati ed iniziare una terapia elettrica per risolverla prima che diventi pericolosa per il paziente.

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“I pazienti ai quali è stato impiantato il dispositivo sono stati tutti richiamati ed hanno seguito uno specifico percorso nelle cardiologie di riferimento in accordo con la nota ministeriale e con quanto indicato dalla Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione (AIAC). Al momento la sostituzione del defibrillatore si è resa necessaria solo in circa il dieci per cento del totale complessivo dei pazienti – ha dichiarato Giovanni Maria Santoro, direttore delle cardiologie degli ospedali dell’area fiorentina - Tutti gli altri pazienti sono stati istruiti a riconoscere la funzione di allarme, consistente - ha spiegato lo specialista cardiologo - in una vibrazione prolungata che si attiva automaticamente circa 24-72 ore prima della scarica della batteria: se il paziente avverte questa particolare vibrazione dovrà mettersi direttamente in contatto con il suo centro cardiologico di riferimento”.

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“Voglio quindi tranquillizzare tutti i pazienti portatori di questo strumento salvavita - ha aggiunto Santoro - perché la situazione è sotto controllo. Raccomando solo attenzione al segnale di allarme rappresentato dalla vibrazione prolungata dell’apparecchio”.

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