Il Tirreno

Prato

effetti collaterali

Salta il finanziamento per il Centro Pecci

PRATO. Le dimissioni di Matteo Renzi in seguito all’esito del Referendum costituzionale, hanno prodotto un effetto negativo diretto anche su Prato. In particolare salta il finanziamento di...

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Le dimissioni di Matteo Renzi in seguito all’esito del Referendum costituzionale, hanno prodotto un effetto negativo diretto anche su Prato. In particolare salta il finanziamento di cinquecentomila euro a favore del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci. «Quel finanziamento era stato annunciato ma solo a livello di discorso – dice il sindaco di Prato, Matteo Biffoni – Un impegno che Renzi si era preso con la nostra città e che avrebbe sicuramente mantenuto se fosse rimasto alla guida del Governo. Ora, con le sue dimissioni, è chiaro che salta tutto». Il primo cittadino tiene però anche a fugare i timori sui finanziamenti statali per gli altri progetti portati avanti dall’Amministrazione. «Il bando per le periferie, il progetto per la scuola di Ponzano e il finanziamento per il sottopasso del Soccorso sono già nero su bianco – dice Biffoni – I soldi sono stati stanziati e l’unico rischio che sussiste su questi progetti è lo slittamento dei tempi. Il bando per le periferie è dentro la legge di stabilità, i finanziamenti per il sottopasso e per la scuola di Ponzano sono già alla firma da parte del Ministro competente. Ecco quindi che questa nuova situazione di incertezza sul Governo, ci impone di essere preoccupati solo per il quando e non sul se verranno presi in considerazione dal nuovo Governo».

Un discorso a parte Matteo Biffoni lo fa per l’ampliamento dell’ospedale Santo Stefano. «Il sottosegretario Luca Lotti ci aveva promesso un interessamento del Governo per un eventuale aiuto per ampliare il nostro ospedale. Insomma avevamo già una garanzia per un paio di milioni – dice Biffoni – Ma quello che ci ha gelati è stata la dichiarazione dell’assessore regionale alla Sanità, Stefania Saccardi che ha fatto dietro front dicendo che non c’era la possibilità di un ampliamento. Sono rimasto sconcertato ed ho voluto dirglielo di persona perché era stata lei e il direttore generale dell’Usl Toscana centro, Paolo Morello Marchese, a presentarci non una, bensì tre ipotesi di palazzine aggiuntive al Santo Stefano con relativi costi, quindi proprio non capisco questa dichiarazione dei giorni scorsi che ha smentito loro stessi».

«Quindi anche per questo progetto, a prescindere dall’aiuto che avrebbe potuto arrivare dal Governo credo che ci sia tutto l’approccio al problema che vada ricostruito – conclude il primo cittadino di Prato – Dobbiamo trovare una soluzione al problema di mancanza di posti letto per il nostro territorio e dovremo ricominciare daccapo, tornando a discuterne in Regione e sperando poi di avere anche una sponda favorevole sul nuovo Governo, così come l’avremmo avuta se fosse rimasto Matteo Renzi presidente del Consiglio dei ministri».

Pasquale Petrella

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera