Prato in controtendenza: qui vince il Sì
Differenza abissale tra il risultato nazionale e il voto locale. Dalla Valbisenzio il contributo maggiore a un successo inutile
PRATO. Se Matteo Renzi avrà bisogno di un buen retiro dopo la sconfitta nella madre di tutte le battaglie, il referendum sulla riforma costituzionale proposta dal suo governo, e le conseguenti dimissioni che presenterà oggi al presidente della repubblica, potrà scegliere anche Prato.
Perché l’Italia gli ha votato contro, ma Prato gli è rimasta fedele, votando in controtendenza col resto del paese. Qui, nei sette comuni della provincia, il Sì vince con un margine di una dozzina di punti sul No, mentre a livello nazionale lo scarto a favore del No, con un terzo delle sezioni scrutinate, nella notte sfiorava i 20 punti.
Una differenza abissale, che non si spiega solo con la vocazione di sinistra della provincia pratese ma con qualcosa di più profondo, perché la tendenza delle ultime consultazioni era semmai a un livellamento delle differenze. Le regioni rosse stavano diventando rosa, il centrodestra e il M5S hanno conquistato diverse importanti città anche in Toscana e il marchio politico nazionale sembrava prevalere da Aosta a Trapani sulle tradizionali particolarità locali.
Ecco invece che il rimescolamento negli schieramenti prodotto dal referendum costituzionale ha fatto riemergere queste differenze.
Una prima analisi dei risultati nei comuni della provincia fa ipotizzare che il Sì qui abbia fatto il pieno tra gli elettori di sinistra. Le percentuali più alte arrivano infatti dai comuni della Valbisenzio (Vernio 59,86%, Vaiano 59,79%, Cantagallo 58,50%), serbatoi del Pd, mentre il No è più forte a Carmignano e Poggio a Caiano, più sensibili al richiamo del centrodestra e del M5S.
Ma le differenze sono minime e raccontano di una provincia che non si può dire abbia voltato le spalle all’ormai ex presidente del Consiglio.
Esultano i sostenitori del No. «Nessuna caccia alle streghe però, niente bava alla bocca o marchio di infamia per chi ha votato Sì - commenta Diego Blasi del comitato per il No - sperando legittimamente nel cambiamento. Anche con loro abbiamo il dovere di costruire una nuova proposta politica per il paese e per la nostra città. Hanno vinto le persone normali contro il potere: adesso abbiamo una grande responsabilità».
Ovviamente dispiaciuto il sindaco Matteo Biffoni: «Sono ancora convinto che fosse una battaglia giusta, purtroppo il paese ha fatto una scelta diversa e gli elettori hanno sempre ragione. Il risultato del Sì a Prato è l’unica piccola soddisfazione di questa giornata, ma penso sinceramente che a livello nazionale si sia persa un’occasione».
Paolo Nencioni
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