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Prato

La Ferro-China Guasti in vendita dopo 50 anni

La Ferro-China Guasti in vendita dopo 50 anni

La farmacia di via Mazzoni è tornata a produrre, secondo l’antica ricetta, la bevanda ricostituente e digestiva che i pratesi un tempo tanto amavano

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PRATO. L'etichetta era un po' sbiadita dal tempo. Ricoperta dalla polvere ma ancora leggibile. L'ultima bottiglia di quel liquido scuro è stata ripescata dagli archivi del dottor Giovanni Guasti, insieme a una fattura che ne attestava la vendita in quel di Prato. Correva il 1911, la "Ferro-China Guasti" era già in commercio: a pubblicizzarla, anche la "Guida di Prato" del 1913. Ulteriore indizio è un prezioso documento dell'epoca che dipingeva il "Ferro-China Guasti" come «il liquore preferito dalle donne e dai fanciulli», con l'elenco in calce di tutti gli attestati medici di stima per le proprietà di questa bevanda. Nel 1911 una bottiglia grande costava 2,60 lire, ora il prezzo di un litro è di 14,90 euro. Dalle lire all'euro, sono passati ben 105 anni. Il passaggio da "ieri" a "oggi" è il succo di questa affascinante storia tutta pratese. Sì perché della "Ferro-China Guasti" si conservano le tracce fino agli anni '50-'60, quando ancora tanti pratesi erano soliti dissetarsi con questo liquore dalle proprietà ricostituenti: è stata l'Antica Farmacia Guasti, ora gestita dalla famiglia Lamanna, a rispolverare questa antica tradizione pratese. Ci voleva un appassionato farmacista di Barletta trasferitosi nove anni fa a Prato, insieme alla moglie Filomena e alla figlia Alessandra, per riavvolgere il nastro di questo popolare tonico di cui rimane memoria anche nel detto toscano: "Pe' malati c'è la China, ma pe' bischeri 'un c'è medicina". La difficoltà per i Lamanna, ormai giunti alla quarta generazione di farmacisti, poteva essere quella di ritrovarsi sì con l'ultimo prototipo di "Ferro-China" in mano ma senza averne la ricetta originale per farla assaggiare nuovamente in città. Come fare quindi? La soluzione è stata trovata... ai piedi delle Dolomiti. «Il ritrovamento dell'ultima bottiglia di 'Ferro-China' - spiega il dottor Vincenzo Lamanna - ci ha incoraggiato a riprodurre la stessa bevanda rivolgendosi a un laboratorio della provincia di Trento specializzato nella produzione di amari e digestivi, dandoci la massima garanzia sulla corrispondenza col prodotto antico». L'aver riscoperto la moda di questa bevanda (la composizione del liquore "Ferro-China", invenzione di fine Ottocento del garibaldino Felice Bisleri, era generalmente a base di citrato di ferro e corteccia di China) vuole essere così un omaggio alla storia di Prato che già nel '700 con la famiglia Buonamici si dilettava nella preparazione casalinga di bevande alcoliche come il "Ratafià" (ce ne parla anche il libro "Ratafià e Ghirighio" di Umberto Mannucci e Pietro Vestri) , "Champagne" (anzi, "Sciampagna", storpiato alla pratese) e "Vermut". «Tanti nostri clienti che conservano il ricordo del 'Ferro-China Guasti" - proseguono Vincenzo Lamanna e la moglie Filomena Girardi - ci hanno richiesto più volte il prodotto: ci hanno raccontato di come, negli anni '60, andasse di moda consumarlo alla fine della messa domenicale come bevanda digestiva e ricostituente». Corsi e ricorsi della Storia: così della farmacia che fu del dottor Giovanni Guasti, ora in corso Mazzoni anziché in via Firenzuola (il trasferimento è del 2008) non resta più solo l'insegna. E i pratesi possono tornare a sorseggiare il "Ferro - China" ora sul bancone dell'antica Farmacia Guasti.

Maria Lardara

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