Il Tirreno

Prato

Il prete sfratta il circolo Mcl e il vescovo va alla Casa del popolo

Il prete sfratta il circolo Mcl e il vescovo va alla Casa del popolo

Protestano i volontari di Vergaio in occasione della visita pastorale di monsignor Agostinelli: "Ci trattano come fedeli di serie B..."

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PRATO. Per il 12 dicembre è fissata l'udienza per la richiesta di sfratto che la parrocchia di Vergaio ha inoltrato al circolo e pizzeria Mcl della frazione. Uno scontro tra i volontari e il parroco Rudy Lafazia che va avanti ormai da tempo e che, nonostante i numerosi incontri per arrivare a un accordo, non ha dato fino ad oggi esiti positivi. Anzi, arriverà davanti al giudice.

Ma non solo. Lo scontro non si limita ai contratti formali ma coinvolge anche il paese e - oggi - anche il vescovo Franco Agostinelli che sarà a Vergaio per la visita pastorale. Monsignor Agostinelli infatti non sarà portato al circolo adiacente alla parrocchia ma alla Casa del Popolo. E' all'Arci infatti che è stata organizzata la cena di saluto per il vescovo.

Una scelta, il programma dettagliato è affisso nei locali della parrocchia, che lascia con l'amaro in bocca una parte dei fedeli che non comprendo come non si possa portare la guida spirituale della città nella propria casa, i locali del Movimento Cristiano lavoratori, ma addirittura, se vogliamo entrare in una logica da Peppone e don Camillo, a casa del Pd.

A protestare per la vicenda è il presidente del circolo Mcl Raniero Maccari. «Ci sentiamo trattati come fedeli di serie Z, neppure di serie B», commenta.

«Tutti i 50 volontari del circolo e della pizzeria - aggiunge - avrebbero avuto piacere di avere il vescovo ospite a cena in quello che è stato trasformato negli anni in un luogo tra i più accoglienti della frazione e dove si organizzano le feste e le cene per tutti gli eventi che coinvolgono anche la comunità religiosa. Ed è ancora più triste sapere che per non portarlo da noi, lo porteranno alla Casa del popolo».

« Tra l'altro - è sempre Maccari a raccontare la vicenda - abbiamo provato in vari modi a far sapere al vescovo che lo avremmo voluto con noi indipendentemente da quanto sta accadendo dal punto di vista economico. Sia noi, sia i volontari della Pro loco, hanno provato a recapitargli una lettera di invito ma non ci siamo riusciti. Non l'ha ritirata il suo segretario, né il parroco di Vergaio adducendo delle scuse. All'ultimo momento è stato provato a mettersi d'accordo con il barista del circolo per andare a prendere lì qualcosa insieme al vescovo, senza alcuna organizzazione, in modo da baipassarci e non poter dire che tra le varie visite organizzate nella frazione (si va dall'asilo al coro) mancava solo l'Mcl. Avremmo voluto che la visita del vescovo fosse vissuta al di sopra di questi scontri».

Scontri che non nascono ieri. Ma con l'inizio di una politica di razionalizzazione delle spese avviata dalla diocesi e con cui si è chiesto anche ai parroci di rendere remunerativi i beni di proprietà. Nel caso di Vergaio era stato chiesto al parroco di rientrare di un prestito di 124mila euro anticipato dalla Curia per lavori di restauro. E nel 2014 don Rudy si era rivolto al circolo, con cui già non circolava buon sangue, per trasformare il contratto di comodato in un contratto d'affitto. Una richiesta che non era piaciuta ai volontari tanto che tra Mcl provinciale e amministratori della Diocesi c'erano stati vari incontri per arrivare a una mediazione. «A questo punto - commenta Maccari - saremmo anche disposti a pagare un affitto ma il parroco non ne vuol sapere e non ci riconosce neppure il diritto di prelazione a gestire il circolo che abbiamo creato. Tra l'altro, facendo con il ricavato tantissime donazioni: alla parrocchia, alle associazioni. E in ultimo alle popolazioni colpite dal recente terremoto».

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