Sequestrato l’85% della Casa di riposo Casa di Marta
Prato, i soci di maggioranza della società proprietaria sono coinvolti in un’inchiesta su riciclaggio e bancarotta
Il provvedimento riguarda l'85 per cento delle quote della società Casa di Marta srl, proprietaria dell'omonima casa di riposo di Viaccia. Il sequestro ha un valore di oltre 10 milioni di euro. Nell'ambito della stessa inchiesta la polizia romena ha arrestato un romeno di 39 anni colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Piacenza il 6 ottobre 2016 e dal mandato di arresto europeo perché membro di un'associazione a delinquere finalizzata alla commissione dei reati di bancarotta fraudolenta, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. L'operazione della Dia genovese aveva già portato a numerosi sequestri preventivi di società e beni aziendali, conti correnti, fabbricati, beni immobili e mobili tutti accumulati illecitamente e riconducibili alla disponibilità degli indagati tra La Spezia, Massa Carrara, Milano, Piacenza,
L'attività del gruppo di cui faceva parte il rumeno e numerosi altri indagati - tra cui i soci di maggioranza della Casa di riposo pratese - era finalizzata allo svuotamento patrimoniale di società in stato di insolvenza, trasferendo i beni aziendali in aziende di nuova costituzione le cui quote erano intestate a soggetti di fiducia. Successivamente le società insolventi, non prima di averle "ripulite" di ogni bene immobile e partecipazione societaria, venivano trasferite in Bulgaria e Romania per impedire la dichiarazione di fallimento in Italia ed il conseguente esercizio dell'azione penale per il reato di bancarotta fraudolenta.
In particolare, l'arrestato si occupava di eseguire le necessarie attività operative in Bulgaria, tra le quali l'apertura di uffici, gestione di movimentazioni finanziarie, coordinamento con i professionisti bulgari e di attività di collegamento tra Italia e Bulgaria, come il trasferimento di documentazione contabile e l'accompagnamento di altri soggetti coinvolti nelle condotte distrattive.
L'obiettivo del Tribunale di Piacenza, con il sequestro preventivo anche di Casa di Marta è quello di bloccare i beni delle persone coinvolte nell'inchiesta ipotizzando che qui vi siano confluiti i profitti del reato, con funzioni di contenitore. Attualmente la Rsa viene gestita dal Consorzio di cooperative sociali Astir che è anche il socio di minoranza della società (15%) .
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