«Ecco perché si è sbagliato a calibrare gli spazi»
Biffoni: «Undici anni per realizzare il Santo Stefano e la città ha continuato a crescere»
PRATO. Il sottosegretario Antonello Giacomelli è stato il primo, nelle file del centrosinistra, qualche tempo fa, ad affermarlo con chiarezza: l’ospedale Santo Stefano, inaugurato tre anni fa, è nato già sotto dimensionato. Da qui la necessità di ampliarlo realizzando un nuovo padiglione: una specie di Lego. Su responsabilità, su valutzioni errate pregresse, si glissa anche perché la nuova via della Regione è di apertura verso le necessità della sanità pratese. Una riflessione però la fa il sindaco Matteo Biffoni: «Credo che la difficoltà a calibrare bene i posti letto del Santo Stefano sia stata anche dovuta - spiega - ai tempi lunghissimi della sua realizzazione. Mi ricordo che le prime riunioni sulla necessità di costruire un nuovo presidio ospedaliero risalgono al 2002, ma l’ospedale è stato aperto solo nel 2013. Undici anni, per una città che ha continuato a crescere durante tutto questo lasso di tempo, sono moltissimi». Non solo però: «C’è anche da tenere presente - prosegue Biffoni - la quota di immigrati, anche questa rimasta in crescita, che utilizza il pronto soccorso dell’ospedale spesso in maniera non propria. Un altro elemento - conclude - che ha reso difficile parametrare in modo corretto il dimensionamento dell’ospedale alle necessità della città». Che resta però - ed è questo un altro dato certo - il fanalino di coda tra le città toscane per quanto concerne l’assegnazione delle quote posti letto ospedalieri sulla base degli abitanti: Prato ha 2,66 posti letto ogni 1000 abitanti, contro i 3,15 della regione e 3,70 stabiliti dal decreto Balduzzi del 2012 a livello nazionale.
Il consigliere regionale Nicola Ciolini, componente della commissione sanità, valuta l’aspetto politico della disponibilità della Regione a risolvere, una volta per tutte, le difficoltà del territorio.
«C’è sicuramente un’attenzione di versa rispetto al passato e un cambiamento nel modo di rapportarsi. E’ un elemento importante. Con la realizzazione del nuovo padiglione e il riassetto dei posti letto sul territorio, le carenze che oggi viviamo dovrebbero essere colmate».(c.o.)
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