Il Tirreno

Prato

Vecchio ospedale parte la demolizione, aggiudicato il progetto

Cristina Orsini
L'ex ospedale Misericordia e Dolce
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L'ex ospedale Misericordia e Dolce

Prato, vincitrice una Ati formata da quattro società specializzate: 3 mesi per la consegna dell’elaborato poi la maxi gara da oltre 3 milioni. L'abbattimento vero e proprio non partirà prima del settembre 2017

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PRATO. Un progetto esecutivo da 90.000 euro per smontare pezzo dopo pezzo, selezionandoli per il recupero, gli edifici dell’ex ospedale Misericordia e Dolce, vinto da un Ati formata dalla società di ingegneria Politecnica di Firenze, Abacus di Perugia, Vignoli e Conforti, con sede a Firenze e Prato e dall’ingegnere Giancarlini (Perugia) specializzato nella demolizione di centrali nucleari.

Con quattro mesi di ritardo sulla tabella di marcia, per i ricorsi post gara (l’appalto era stato affidato provvisoriamente a un’altra società che poi nelle verifiche è risultata non in regola con le certificazioni), l’Asl Toscana centro ha aggiudicato - il mese scorso ma la notizia è stata resa pubblica al termine del periodo di tempo messo a disposizione per i ricorsi - l’appalto che darà formalmente il via alla fase di demolizione selettiva alla quale farà seguito la realizzazione del Parco urbano la cui progettazione è stata vinta, lo scorso settembre, dallo studio di architettura del paesaggista Michele Desvigne, affiancato dalla studio Obr di Paolo Brescia e Tommaso Principe.

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I primi dettagli di un intervento colossale «per il quale - ha spiegato l’ingegnere Gianluca Gavazzi, direttore responsabile dell’area tecnica dell’Asl Toscana Centro - è previsto un successivo appalto da non meno di 3 milioni 300.000 euro e un anno di lavoro» sono stati presentati alle commissioni consiliari Urbanistica e Lavori pubblici convocate nel salone delle sede Asl in piazza dell’Ospedale.

Prima di tutti i tempi, non brevi: la Ati vincitrice dell’appalto di progettazione ha tre mesi di tempo - fino al primo marzo - per consegnare l’elaborato (i sopralluoghi all’interno degli edifici sono già iniziati). Poi l’Asl, in dovrà procedere con la gara d’appalto per l’intervento: altri sei mesi, se tutto procederà senza intoppi. Nel settembre 2017 potrebbero iniziare i lavori di demolizione vera e propria che non dureranno meno di un anno. Dunque la previsione è che nel settembre 2018 potrà iniziare la terza fase, quella della realizzazione del parco.

Ma cosa significa demolizione selettiva? «Si tratta si verificare stanza per stanza, tipo di materiale per tipo di materiale - spiega Claudio Consorti, della Vignoli e Consorti - cosa sia recuperabile e cosa non lo sia». Il lavoro di demolizione selettiva procederà recuperando ogni parte il legno, in vetro, rame, alluminio e plastica fino a che non resterà lo scheletro del grande ospedale anni Sessanta. Dopodichè, quando resteranno solo muratura, solai e fondamenta, entrerà in ballo un macchinario che in linguaggio tecnico si chiama strip out, una enorme pinza che sgretolerà le parti in muratura che in buona parte, anche quelle, verranno recuperate.

«Particolare attenzione - conclude Conforti - verrà messa nel prevenire polveri e rumori utilizzando piattaforme che bagnino le strutture da abbattere così da contenere le polveri e grandi teli spessi per bloccare il rumore». L’ultima parte che verà abbattuta, la più delicata, sarà quella che guarda il Cicognini.

 

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