Il Tirreno

Prato

Scudi levati dei negozianti contro l’ex Fabbricone

di Azelio Biagioni
Il presidente di Confesercenti Prato Mauro Lassi e la direttrice Gianna Rafanelli
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Il presidente di Confesercenti Prato Mauro Lassi e la direttrice Gianna Rafanelli

La Confesercenti di Prato: «Il centro commerciale sarà il colpo di grazia al centro storico». E il presidente Mauro Lassi consiglia più tasse per i proprietari che lasciano i fondi sfitti

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PRATO. Il commercio a Prato soffre. Lo dicono Mauro Lassi e Gianna Rafanelli, presidente e direttore della Confesercenti all'assemblea dei soci, un appuntamento che mancava da dieci anni. Prato, sotto questo punto di vista, è un po' lo specchio della Toscana, anche se il centro storico patisce di più rispetto alle altre città per la presenza dei centri commerciali vicini. Ecco allora che Confesercenti guarda con preoccupazione a quello che potrebbe diventare un nuovo centro commerciale a due passi dal centro, nell'area dell'ex Fabbricone.

Tanti i temi toccati. Ecco allora che si è parlato dei pub che vanno per la maggiore senza però essere uguagliati da altre attività, affitti troppi esosi dei fondi, fino alla proposta della creazione di un centro commerciale naturale. Mauro Lassi lo dice chiaro: «La nostra economia è ripartita, ma non è in ripresa. E' una risalita modesta. Quegli imprenditori che hanno superato la crisi è perché si sono innovati, hanno modernizzato la loro impresa e hanno creduto nelle competenze dei loro collaboratori».

Turismo. Nel suo intervento il presidente di Confesercenti parla anche di turismo: «Bisogna sfruttare la vicinanza di Firenze - commenta - Questo può rappresentare un valore aggiunto per il nostro territorio. Disponendo dell'offerta museale completa che abbiamo programmare eventi culturali di respiro nazionale».

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Insediamenti commerciali. Desta preoccupazione all'interno di Confesercenti e nei commercianti pratesi il piano di recupero dell'ex Fabbricone. «Le esigenze di Prato sono altre», dice Lassi. «Rilanciare il negozio di vicinato, il commercio tradizionale, i negozi di prossimità nelle frazioni e progetti per rilanciare il commercio nel centro storico che non può essere solo movida. I Gigli, Parco Prato, la nuova Esselunga, il raddoppio di quella di viale Galilei il superstore di Maliseti e altri ancora fanno del nostro territorio uno di quelli a più alta densità di insediamento di grande distribuzione in Toscana. Per l'area dell'ex Fabbricone si parla di circa 9.000 metri tra negozio della grande distribuzione e negozi di vicinato, alcuni dei quali aggiuntivi. Novemila metri di superficie - dice Lassi - rappresentano un vero e proprio centro commerciale. Giudichiamo che questo non è utile alla zona e al commercio pratese, considerando la vicinanza dal centro. Questo potrebbe essere il colpo di grazia a quelle attività non food che in centro sono rimaste».

Le 10 idee. Confesercenti propone dieci idee sulle quali iniziare la discussione. Si parte dall'area dell'ex ospedale.

«E' necessaria una condivisione partecipata sui progetti esecutivi da chi nel centro storico ci vive e ci lavora», spiega Lassi nella relazione e che aggiunge «Bene l'arrivo di bar, pub e ristoranti ma ora occorre pensare anche a negozi non food, dotarci di strategie di sviluppo per queste attività». Per quanto riguarda i fondi sfitti la proposta è usare la tassazione locale come leva contro i proprietari che applicano tariffe troppo esose. E poi contributi non solo per le nuove aperture ma anche per chi rinnova. Regolamenti meno vincolistici e un nuovo piano della sosta che agevoli chi fa spesa in centro. Trattato anche il tema sicurezza e poi pensare a un progetto di programmazione costante di iniziative in centro con l'obiettivo di attirare il pubblico toscano e la creazione di un centro commerciale naturale di nuova generazione.

«Potremmo proporci alla Regione come progetto pilota per il rilancio del commercio nei centri storici» spiega Lassi, che nel suo intervento parla spesso delle periferie, delle frazioni e degli altri comuni del comprensorio pratese.

Numeri. Duemila le aziende associate a Confesercenti, 37 dipendenti, 1500 soci pensionati, 700 soci non imprenditori, oltre 1000 clienti delle società di servizi alle imprese, 2700 persone fisiche assiste da Caf e Patronato con un volume d'affari di 3 milioni di euro. Campioni d'impresa. Con questo titolo sono state premiate sei aziende socie di Confesercenti che si sono distinte nella loro attività commerciale: panificio Ciolini di Montemurlo, Logli abbigliamento di Prato, I Frari e Kaldi's caffè nel centro storico pratese, Artifex Fibrae di Montemurlo e il negozio Il Campione di Prato.

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