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la protesta

La banca non cambia l’assegno che ha emesso

di Barbara Burzi
La banca non cambia l’assegno che ha emesso

PRATO. E' andato in banca per riscuotere in contanti l'assegno con l'importo che l'assicurazione gli ha riconosciuto per un sinistro stradale, in cui era rimasto coinvolto e del quale non era...

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PRATO. E' andato in banca per riscuotere in contanti l'assegno con l'importo che l'assicurazione gli ha riconosciuto per un sinistro stradale, in cui era rimasto coinvolto e del quale non era responsabile. Quei soldi, però, la banca che ha emesso il titolo di credito, si è rifiutata di consegnarli all'utente che, nel frattempo, si è rivolto a un legale per far valere i suoi diritti. «Non sono obbligato ad avere un conto corrente per incassare un assegno», afferma Giuseppe Niccoli accusando la filiale di un istituto di credito pratese di avergli negato la liquidazione di un importo complessivo di circa 2.500 euro. «Mi hanno risposto che il pagamento è discrezione del cassiere - spiega - il quale si rifiuta di cambiarmelo». Dopo aver chiesto di parlare direttamente con il direttore della banca, l'uomo, un cittadino pratese, si è rivolto a un avvocato, che si è recato in filiale per chiarire la questione. In un primo momento la vicenda sembrava essersi risolta: un normale disguido che non sarebbe dovuto capitare. «Il vicedirettore dell'istituto - racconta - mi ha subito rassicurato dicendomi che nel giro di qualche giorno mi avrebbe chiamato un operatore per andare riscuotere l'assegno, ma non ho ricevuto nessuna telefonata. A quel punto mi sono fatto risentire io, chiedendo spiegazioni e quando sarei potuto andare a incassare l'assegno intestato a mio nome. Il cassiere però mi ha risposto un'altra volta che la decisione è discrezione sua e non intende pagarmelo in contanti». Non sono rari i casi in cui le filiali bancarie neghino il pagamento di un assegno al beneficiario, che non dispone di conto corrente o non vuole usufruirne. Le motivazioni sostenute dalla banca possono essere tante, spesso, l'istituto di credito afferma che l'importo da corrispondere è superiore alla soglia della circolazione dei contanti. Ma non è questo il caso. «La banca, in questa specifica situazione, non può rifiutare la liquidazione dell'assegno al beneficiario - spiega Massimo Pieri, delegato dell'associazione di consumatori Adusbef (utenti dei servizi bancari) - si tratta di un tiolo di credito contenente un ordine di pagamento che l'istituto è ritenuto a rispettare. Se rifiuta, è per eliminare qualsiasi tipo di rischio, infatti, senza l'indicazione di un conto di corrente, un'eventuale azione di rivalsa rimarrebbe a carico della filiale. Il mio consiglio è di chiamare in causa un pubblico ufficiale o presentare un esposto alla banca d'Italia».

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