Il presidio
Merce “fantasma”: aperta inchiesta sul caso del pellet
La Procura vuole accertare se decine di clienti che non hanno ricevuto il combustibile siano stati truffati
PRATO. È arrivato in Procura il caso dell'azienda che commercializzava pellet (il combustibile per stufe ricavato dall'essiccazione della segatura) e che ha chiuso da un giorno all'altro senza consegnare la merce già pagata a decine e decine di clienti.Il sostituto procuratore Laura Canovai ha aperto un fascicolo dopo che ai carabinieri e alla guardia di finanza sono arrivate una ventina di denunce (ma ora sono probabilmente di più) di clienti arrabbiati. Un altro paio di denunce sono state presentate alla polizia.
Al centro del caso c'è la Cam Stufe & Pellets, che fino a un mese fa aveva una sede in via Strozzi 91, ma che in realtà è solo un marchio, perché è l'unità locale di una società che si chiama Cam Costruzioni Holding srl, con sede in provincia di Cosenza. Dal 10 ottobre è molto difficile, se non impossibile, parlare con un rappresentante della società e del caso si è occupata anche la trasmissione "Mi manda RaiTre" condotta da Salvo Sottile. Oltre alle testimonianze dei clienti insoddisfatti, nel corso della trasmissione è stata raccolta la testimonianza dell'autotrasportatore che doveva consegnare il pellet per conto della Cam, Stefano Bragalli. Quest'ultimo ha detto che secondo gli accordi doveva consegnare in tutta la Toscana e che la merce sarebbe arrivata dalla Polonia. Tutto è filato quasi liscio fino alla prima settimana di ottobre, quando l'autotrasportatore ha detto di essere stato pagato con un assegno poi risultato scoperto.
La proprietaria del fondo di via Strozzi ha detto di averlo affittato a dicembre e che quelli della Cam Stufe & Pellets hanno smesso di pagare a febbraio (cosa che poi ha provocato un provvedimento di sfratto). Secondo l'autotrasportatore c'erano ordini per un valore compreso tra i 200.000 e i 300.000 euro. Laura Cecchini di Adiconsum, anche lei presente in trasmissione, ha detto che sarebbero stati accertati assegni protestati per circa 70.000 euro, mentre Silvia Dodi di Federconsumatori ha consigliato ai clienti, prima di acquistare una partita di pellet, di controllare se l'azienda ha un magazzino, visto che queste società lavorano su grandi quantità di merce e hanno un margine di guadagno molto basso. E di diffidare di chi propone il trasporto gratuito, per lo stesso motivo. In effetti i clienti hanno detto di essere stati attirati, oltre che dal prezzo molto basso del pellet, anche dalla consegna gratuita. Alcuni di loro sono stati risarciti col 20% di quanto pagato, ma disperano di poter recuperare il restante 80%. Alla trasmissione è stata invitata anche l'avvocato Ada Di Leone, che risulta amministratore della Cam Costruzioni Holding, e che non si è presentata. Le indagini di carabinieri e guardia di finanza vanno avanti a fari spenti. Sono accertamenti che potrebbero richiedere mesi.
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