Il Tirreno

Prato

Fermato un "ovulatore", ma non può evacuare all'ospedale di Prato

Un sequestro di ovuli di eroina (archivio)
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Un sequestro di ovuli di eroina (archivio)

Tutte occupate da altri arrestati le stanze adibite al recupero della droga nascosta nell'intestino, il sospettato è stato dirottato a Pistoia: un segno dei tempi

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PRATO. All'ospedale di Prato sono tutte occupate le stanze adibite all'evacuazione degli ovuli di eroina che gli spacciatori inghiottiscono per nasconderli alle forze dell'ordine. Per questo un presunto spacciatore nigeriano, fermato nella giornata di martedì 8 dai carabinieri della Tenenza di Montemurlo davanti alla stazione centrale di Prato, è stato spedito a evacuare all'ospedale di Pistoia. Anche questo è un segno dei tempi, la conferma che il fenomeno degli "ovulatori" di eroina ha superato tutti i recenti record.

Il nigeriano è stato fermato dai carabinieri dopo essere stato visto mentre cedeva una dose a un cliente, e per questo denunciato. I militari però sospettavano che avesse ingerito altri involucri e per questo l'hanno portato in ospedale, dove un'ecografia avrebbe confermato il sospetto. In questi casi però bisogna aspettare che il soggetto si decida a defecare, ma all'ospedale di Prato non c'era la disponibilità delle stanze, probabilmente occupate dai due "ovulatori" arrestati un paio di giorni fa dalla polizia e che non si decidono a evacuare. Così il nigeriano dei carabinieri è stato dirottato a Pistoia, dove alcuni militari saranno bloccati (come del resto capita alla polizia) aspettando che la natura faccia il suo corso.

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