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Prato

Il 34% delle caldaie controllate non è a norma

Il 34% delle caldaie controllate non è a norma

C’è tempo fino al 31 dicembre 2016 per la certificazione Il costo del bollino è sceso per Prato da 24 a 16 euro

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PRATO. Anche se non è arrivato ancora il momento, complice il tempo clemente dell'ultimo fine settimana di ottobre, dal 1 novembre si potranno accendere i termosifoni. In vista di questo momento si torna a parlare di impianti termici e degli obblighi ai quali l'utente deve sottostare per mantenere la propria caldaia efficiente e in sicurezza. Regole, costi, indicazioni su come certificare l'impianto, modalità di pagamento, una sintesi delle normative vigenti e le sanzioni a carico degli inadempienti, sono descritti all'interno di un depliant pieghevole realizzato da Publies (società partecipata che si occupa di gestire il catasto degli impianti termici) e consegnato a tutti i cittadini di Prato e provincia.

Tutte le caldaie dovranno certificarsi entro il 31 dicembre 2016, con alcune eccezioni: i possessori di impianti che si erano certificati la volta scorsa nel primo semestre del 2015 avranno tempo fino al 31 dicembre 2017, mentre potranno posticipare la certificazione al 2018 i possessori di apparecchi collocati all'esterno e che sono in servizio da meno di 8 anni. L'invio del rapporto di controllo a Publies è un obbligo a carico del manutentore, vale a dire che il responsabile dell'impianto (generalmente l'occupante) fa eseguire la manutenzione da una ditta qualificata, la quale è tenuta a trasmettere il rapporto in formato digitale a Publies. La presentazione della nuova campagna informativa per la certificazione degli impianti è stata l'occasione per fare un bilancio dell'attività nel biennio che sta per concludersi.

Il responsabile del servizio ispettivo, Stefano Chini, ha così illustrato alcuni dati, da cui emerge che nel biennio 2015-2016, gli impianti non norma sono pari al 34% sul totale dei controlli effettuati nel comune di Prato, un percentuale che scende al 31% nella resto della provincia. Agli impianti non in regola verrà concesso dall'ispettore un ulteriore periodo di tempo entro il quale adeguarsi, a meno che non siano considerati pericolosi e, in tal caso, il cittadino verrà diffidato dall'uso. Un fenomeno, quello degli impianti "non idonei a funzionare in sicurezza", che a Prato e provincia ha registrato 180 casi tra il 2015 e il 2016. Soltanto a Prato, nell'anno in corso, se ne contano 104. «Sono stati risolti quasi tutti - dice Chini - tranne due, per i quali è stata richiesta l'interruzione dell'erogazione del gas». Le ispezioni effettuate a Prato sono state 9.200 nel 2015 e 7.700 nel 2016, fuori dal comune invece il dato è di 2.962 relativamente al primo anno e di 3.300 il secondo. «L'ispezione- spiega Chini - verrà effettuata su un campione di rapporti pervenuti pari al 10%. Invece, per gli impianti per i quali non è pervenuto il Rapporto di Controllo di efficienza Energetica (Rcee) e il relativo versamento del contributo saranno disposti controlli a tappeto». Nello specifico, le dichiarazioni trasmesse nel biennio 2014-15 sono state 56.520 su 65.700 impianti presenti a Prato: l'86% del totale ha effettuato la certificazione. «Il territorio è coperto e controllato", sostiene l'ispettore di Publies sottolineando che all'inizio dell'attività, nel 2004, gli impianti certificati a Prato erano 42 mila. Nella provincia si registrano 19.284 dichiarazioni effettuate su 21.900 impianti. Complessivamente si ha una copertura dell'87% con 75.804 dichiarazioni su un totale 87.600 impianti. Inoltre incrociando i dati presenti nel catasto degli impianti termici con quelli dell'anagrafe comunale sono stati censiti 440 impianti »sconosciuti", mai registrati in precedenza. Il costo del bollino per la certificazione è sceso da 24 euro ( Prato) e 22 euro (provincia) agli attuali 16 euro.

Barbara Burzi

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